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Il primo febbraio è entrato in vigore l’accordo tra UE e Giappone che consentirà di eliminare subito il 90% dei dazi doganali in un’area di libero scambio che rappresenta circa un terzo del Pil mondiale, con 635 milioni di abitanti. Oltre a cancellare la quasi totalità dei dazi in un arco di 15 anni, l’EPA elimina anche diverse barriere

tecnico-normative. Verranno inoltre riconosciute oltre 200 indicazioni geografiche protette, molte delle quali italiane.  Particolarmente importante per l’Italia l’abolizione dei dazi sul vino (attualmente al 15%) e sui formaggi (quasi il 30%).

Ogni anno l’UE esporta in Giappone oltre 58 miliardi di euro in beni e 28 miliardi in servizi. L’anno scorso le esportazioni italiane sono aumentate del 9%, toccando i dieci miliardi di euro, e l’Italia è ora al secondo posto tra i Paesi europei dopo la Germania.

L’accordo - ha sottolineato l’Ambasciatore Giorgio Starace – apre “enormi opportunità per le aziende italiane“  in settori produttivi di eccellenza del Made in Italy, come “l’agroalimentare, il fashion, il design,  ma anche in tutti gli ambiti dell’innovazione tecnologica in cui l’Italia eccelle”.

Concluso l’accordo, si apre ora la fase in cui le aziende devono essere accompagnate per poter trarre vantaggio dalle nuove opportunità che si aprono. L’Ambasciata d’Italia a Tokyo, evidenziando quanto sia importante l’informazione in questa fase, fornisce sul suo sito www.ambtokyo.esteri.it gli indirizzi utili ad orientarsi nella nuova normativa.

In particolare, sul sito della Commissione Europea (ec.europa.eu) si può trovare il testo dell’accordo, e in particolare il “CAPO3”, che spiega come ottenere la certificazione necessaria a dimostrare la provenienza europea dei propri prodotti.  Altro indirizzo utile è quello delle dogane giapponesi (customs.go.jp), al quale ci si può rivolgere per qualsiasi dubbio.

Proprio per informare sulla nuova realtà commerciale l’Ambasciata d’Italia ha inoltre organizzato una serie di seminari esplicativi. Ieri se ne è tenuto uno dedicato al vino, cui hanno preso parte tre funzionari del Ministero delle Finanze giapponese e l’addetta alle questioni agricole dell’UE, oltre a 70 partecipanti, tra cui tutti i principali gruppi di importatori di vini italiani e esperti del settore.  (Farnesina)

 

 

 

 

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