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Le riforme economiche nei paesi europei hanno portato alla crescita, ma stanno per arrivare ulteriori sfide, come affermato dai parlamentari di tutta Europa a una conferenza tenutasi al PE. I membri del Parlamento europeo e i Parlamenti dei paesi europei hanno valutato il ciclo annuale delle politiche sociali ed

economiche a livello europeo, meglio noto come il Semestre europeo, svoltosi a Bruxelles il 18 e 19 febbraio 2019 in occasione della Settimana parlamentare europea.

Progresso economico.  I partecipanti hanno sottolineato che le economie europee hanno compiuto progressi negli ultimi anni. Il vice-Presidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis ha dichiarato che nel 2019 per la prima volta nessun paese dell’area euro avrà un deficit di bilancio superiore al 3% del PIL, mentre la Commissaria europea per l'occupazione e gli affari sociali, Marianne Thyssen, ha sottolineato che oggi 240 milioni di europei hanno un lavoro, dato maggiore rispetto al passato.

La parlamentare spagnola del Partido Popular (parte del gruppo del Partito popolare europeo a livello europeo), María del Mar Angulo, ha dichiarato che l’economia europea ha avuto piu di 5 anni di crescita ininterrotta e ha creato 12 milioni di posti di lavoro. “Questa stabilità è il risultato del nostro impegno nel Semestre europeo”.

Le altre riforme necessarie.  Altri dicono che le prospettive per il futuro appaiono più incerte, stando alle previsioni della Commissione che mostrano la crescita in un’Europa in rallentamento. Le sfide richiamate nel corso della conferenza includono l’età della popolazione, la digitalizzazione, le guerre commerciali e la Brexit.

Il parlamentare tedesco Uwe Feiler della CDU (parte del gruppo del Partito popolare europeo a livello europeo) ha dichiarato: “Stiamo affrontando sfide più grandi e più gravi, pertanto gli stati membri non possono rallentare le riforme proposte”.

Il vice-Presidente Dombrovskis si è schierato a favore di riforme tempestive negli stati membri: “Alcuni sostengono che le riforme si applicano nei momenti di crisi, per la pressione dei mercati o quando non c’è altra scelta. È questo il cosiddetto approccio “riforma o morte”. Non credo che sia la strada migliore. Introdurre delle riforme in anticipo significa riprendersi più velocemente ed evitare le avversità”.

L’eurodeputato greco Dimitris Papadimoulis (membro della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica) ha affermato che le iniziative a livello europeo possono aiutare a migliorare le prospettive. Ha dichiarato che i ritardi nei negoziati sul prossimo bilancio a lungo termine dell’UE stanno danneggiando l’economia europea. Ha poi aggiunto che i giganti Internet dovrebbero essere tassati, “questo è l’unico modo per eliminare le costantemente crescenti diseguaglianze in Europa”.

La dimensione sociale.  In molti hanno sottolineato che il Semestre europeo include anche le riforme e le politiche sociali. Dal 2018 il quadro di valutazione sociale ha esaminato in quale misura i paesi europei stanno rendendo effettive le politiche sociali. Quasi un terzo delle raccomandazioni fatte agli stati membri durante il Semestre europeo riguardano le priorità sociali e dell’istruzione. “L’Europa non è pensata soltanto per le banche e gli affari, ma prima e soprattutto per le persone”, ha dichiarato la Commissaria Thyssen.

D’altra parte, alcuni dei politici intervenuti hanno richiesto coerenza tra le raccomandazioni relative alle politiche economiche e quelle invece relative alle politiche sociali e dell’istruzione. “L’85% delle raccomandazioni a sostegno degli interessi dei sistemi finanziari potenti sono state rese effettive; mentre quelle legate all’istruzione o alle politiche sociali sono state lasciate da parte”, ha affermato Gabriela Cretu del Senato rumeno, esponente del PSD (parte del gruppo dei Socialisti e democratici a livello europeo).

L’eurodeputato italiano Roberto Gualtieri, membro dei Socialisti e democratici, ha dichiarato che se negli anni precedenti il consolidamento fiscale ha aggravato l’impatto della crisi e il recente mix di politiche degli ultimi anni è diventato “più equilibrato” con l’introduzione della flessibilità e dell’integrazione della dimensione sociale. Ha anche richiesto norme più semplici sul semestre e maggiore dialogo fra i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo.