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L'insolita quantità di legname proveniente da specie rare esportate dalla Namibia nei mesi di gennaio e febbraio di quest'anno, sta generando proteste e dubbi, a causa della devastazione delle scarse foreste del Paese, concentrate nel nord-est della Namibia, nell'area di Rundo, vicino al confine con l'Angola,

dando adito a sospetti che parte dei carichi di tronchi "namibiani" possa avere origine in Angola.

Il grande volume di legname esportato dalla Namibia, nei due primi mesi di quest'anno, ufficialmente ha principalmente origine nelle aree del Kavango Est, Kavango Ovest e Ohangwena, al confine con l'Angola. Il volume delle esportazioni in questo breve periodo contrasta con i dati degli anni precedenti palesemente, come indicato dai dati, che mostrano che, durante il 2018, il Paese ha esportato 3.200 tonnellate di legno, ma solo tra gennaio e febbraio 2019 ne sono state spedite in Cina più del doppio: 7.500 tonnellate.

Gli stessi dati evidenziano il forte incremento delle esportazioni di legno tra il 2015 e i due primi mesi del 2019, che sono passate dagli scarsi 22 carichi di camion (truckloads) - un carico equivale a 36 tonnellate - a 208 carichi nei primi 60 giorni di quest'anno. Il dubbio circa la vera origine del legno, anche se ci sono registri ufficiali d'imbarco del legno proveniente da Angola, Repubblica Democratica del Congo e Zambia nel porto di Walvis Bay, risulta dal fatto che la Namibia ha solo una piccola parte del suo territorio ricoperta da foreste, essendo un Paese essenzialmente semi-arido o addirittura desertico, tranne che nel nord-est, vicino al confine con le province angolane meridionali del Kuando Kubango e del Cunene, o il nord-ovest del Botswana. Gli stessi dati indicano anche una curiosa diminuzione dell'uso dei porti namibiani come porta di uscita del legno dagli altri Paesi, come l'Angola, mentre cresce il volume di legno con produzione soggetta a "certificazione" namibiana.

Accanto a questo fenomeno, di recente, il presidente della Associazione Industriale dell'Angola (AIA), José Severino, nel corso di un seminario organizzato dalle Nazioni Unite, ha denunciato l'"eccessivo sfruttamento" del legno nel Cunene, chiedendo misure urgenti per porre fine alla devastazione delle foreste in una provincia gravemente colpita dalla siccità da diversi anni.Il dirigente e imprenditore ha affermato che "decine di camion carichi di tronchi" circolano liberamente in quella provincia angolana al confine con la Namibia, sottolineando la sua opinione che considera errato mantenere le autorizzazioni all'abbattimento di alberi nel Cunene e nel Kuando Kubango perché questi sono l'ultima frontiera verde contro l'avanzata verso nord del deserto del Kalahari.

È anche visto come strano in Namibia l'emergere di una marea di richieste formalizzate da parte di gruppi di interesse, tra cui uomini d'affari, politici e leader locali della regione Rundu, per ottenere licenze per la produzione di legname pari a 570.000 ettari, un'area sproporzionata rispetto al potenziale esistente di sfruttamento di legname di specie pregiate come ad esempio le varietà più ricercate di palissandro, lasciando aperta la possibilità che una parte di questo volume di legname sia ottenuta illegalmente nei Paesi vicini come l'Angola.

Si ricorda che, a causa del sovra-sfruttamento di legno nel Paese, il Governo, attraverso il Ministero dell'Agricoltura e Foreste, con decreto, ha vietato, all'inizio del 2018, e per alcuni mesi, il taglio, la circolazione e il trasporto di legname in tronchi e segato in tutto il territorio angolano, promettendo una mano pesante per i trasgressori. Ma, anche nel 2018, si è fatto riferimento agli eccessi commessi nel Kuando Kubango da taglialegna illegali e allo sfruttamento eccessivo di palissandro nelle foreste della provincia.I capi della comunità Khoisan avevano ripetutamente e senza successo fatto denuncia all'Istituto di Sviluppo Forestale (IDF) e all'Amministrazione Municipale di Menongue circa l'invasione del loro territorio da parte di taglialegna illegali, in particolare cinesi e vietnamiti, chi tagliano il prezioso palissandro senza rispettare alcuna regola

.Resta da sapere se l'eccesso di permessi per l'abbattimento di alberi che gli imprenditori e i taglialegna namibiani del Rundu stanno chiedendo al ministero dell'Agricoltura namibiano, serviranno a "sbiancare" l'abbattimento di alberi in Angola che vengono, poi, esportati come legname raccolto nelle foreste namibiane. (ICE LUANDA)