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Il mercato bancario brasiliano sta registrando un’espansione, con l’arrivo di nuove istituzioni finanziarie. Negli ultimi 12 mesi la Banca Centrale del Brasile ha concesso l’autorizzazione ad operare a tre fintech, le nuove banche con alto contenuto tecnologico. Si tratta di un risultato

significativo dall’aprile del 2018, quando il Consiglio Monetario Nazionale (CMN) aveva stabilito modelli affinché le fintech potessero operare. Nello specifico, si tratta della regolamentazione della Società di Credito Diretto (SCD) e della Società di Prestito tra Persone (SEP). Nel primo sistema, le aziende prestano risorse proprie attraverso una piattaforma elettronica. Nel secondo, aziende o persone fisiche entrano in una piattaforma per prestare risorse ad altre persone. Una modalità chiamata peer-to-peer-lending. Il CMN ha permesso alle fintech di fare analisi di credito, di riscuotere crediti, di agire nel mercato delle assicurazioni e di emettere moneta elettronica. Queste risoluzioni della CMN hanno permesso l’operazione di fintechs indipendenti, autonome rispetto a istituzioni finanziarie convenzionali. L’obiettivo della misura è aumentare la concorrenza nel sistema finanziario nazionale e far sì che una maggiore porzione di popolazione e di aziende abbiano accesso a servizi finanziari, come prestiti, assicurazioni, investimenti e mezzi di pagamento.

Secondo la Banca Centrale del Brasile, fino al 9 aprile, quattro fintech hanno chiesto l’autorizzazione per il funzionamento nella modalità SEP. Le richieste sono in fase pendente dinnanzi alla Banca Centrale. Per quanto riguarda le SCDs, invece, sono state presentate 14 richieste di autorizzazione da parte di società finanziarie, di queste, tre hanno già ricevuto l’autorizzazione ad operare. Per ottenere l’autorizzazione da parte della Banca Centrale, oltre ad ottenere informazioni sui proprietari, la Banca Centrale deve comprovare la origine delle risorse utilizzate nella fintech da parte degli azionisti di controllo. Inoltre, è necessario dimostrare la capacità economico-finanziaria con l’apporto di risorse, oltre alla natura e all’obiettivo dell’attività. La prima ad ottenere l’autorizzazione della Banca Centrale è stata la QI Tech, a fine 2018. Secondo la direttrice della fintech, Beatriz Degani, in tre mesi di attività l’azienda ha già gestito 15 milioni di reais (circa 3 milioni di euro) e punta ad arrivare a 100 milioni di reais entro il 2019. La fintech fornisce servizi fino a poco tempo fa esclusivi delle grandi banche. Il punto di forza di queste nuove aziende è la rapidità: se le banche tradizionali hanno bisogno di 30 giorni per strutturare un’operazione, le fintech hanno bisogno di appena 3 giorni o addirittura poche ore per portare avanti la pratica. (ICE SAN PAOLO – EBC)