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Stando ad un parere appena pubblicato dalla Corte dei conti europea, l’eccedenza di bilancio dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (“EUIPO”), ammontante a quasi mezzo miliardo di euro nel 2018, dovrebbe

essere impiegata in modo produttivo. La Corte afferma che l’EUIPO dovrebbe analizzare modi di utilizzare le proprie eccedenze, che attualmente generano pagamenti di interessi negativi, per sostenere la ricerca, l’innovazione e la crescita nell’UE. Inoltre, l’EUIPO dovrebbe essere soggetto alla stessa procedura di bilancio e di discarico applicata ad altri organismi dell’UE dinanzi al Parlamento europeo.

Situato ad Alicante, l’EUIPO è un’agenzia dell’UE completamente autonoma dal punto di vista finanziario, cui spetta gestire il marchio dell’Unione europea e il disegno o modello comunitario registrato. Il regolamento finanziario dell’EUIPO prevede un fondo di riserva dove confluiscono le eccedenze di bilancio, a copertura delle spese di funzionamento per un anno. Tuttavia, non stabilisce per quale finalità dovrebbero essere utilizzate altre eccedenze accumulate.

A fine 2018, il fondo di riserva dell’EUIPO ammontava a 243 milioni di euro, ma l’EUIPO disponeva anche di altre eccedenze accumulate per 299 milioni di euro. Del fondo di riserva e delle eccedenze accumulate, 493 milioni di euro (ossia più del 90 %) erano detenuti in attività liquide presso banche, per le quali l’EUIPO attualmente paga interessi negativi. Tali oneri sono ammontati a 1,4 milioni di euro nel 2018.

“Le eccedenze dell’EUIPO non sono attualmente impiegate per nessun uso produttivo, né a livello dell’Ufficio, né a livello dell’UE”, ha affermato Rimantas Šadžius, il Membro della Corte dei conti europea responsabile del parere. “L’EUIPO e la Commissione europea dovrebbero esplorare la possibilità di utilizzare dette eccedenze di bilancio investendole in strumenti finanziari che sostengano attività di ricerca e di innovazione svolte da imprese europee”.

La Corte ritiene che ciò contribuirebbe a tutelare i fondi, genererebbe entrate aggiuntive e potrebbe a sua volta dare luogo a nuovi diritti di proprietà intellettuale. Inoltre, la Corte giudica che le entrate dell’EUIPO derivano dall’esercizio di pubblici poteri fondato sulla normativa dell’UE e che l’Ufficio dovrebbe collaborare con la Commissione e con i co-legislatori dell’UE (Parlamento europeo e Consiglio) per elaborare e applicare un quadro di rendicontabilità maggiormente appropriato.