La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

Anche quest’anno la Farnesina (MAECI), ha ospitato la presentazione del Rapporto annuale, “La Cina nel 2019 - Scenari e prospettive per le imprese”, giunto alla sua decima edizione. Il rapporto, elaborato dal Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina,

fornisce un’analisi sugli scenari politici, economici e di accesso al business in Cina, con un approfondimento sui settori di maggior interesse per le imprese italiane e sullo stato attuale degli investimenti cinesi nel nostro Paese. Ha moderato la presentazione Vincenzo de Luca, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’intervento di apertura è stato del Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Elisabetta Belloni, che ha dichiarato: “la Cina è la prima economia emergente del mondo e un interlocutore politico di primaria importanza, il paese asiatico rappresenta un mercato di grande prospettiva per la domanda interna in crescita, che si manifesta anche in un aumento dei flussi turistici. La produzione cinese volgerà sempre più verso i settori altamente specializzati in virtù di massicci investimenti in ricerca e sviluppo”. “Il mercato cinese è un mondo complesso, ma imprescindibile per conquistare il mercato del mondo - lo ha dichiarato Alberto Bombassei, presidente della Fondazione Italia Cina - per la Cina va fatta una preparazione adeguata, e penso che la nostra fondazione sia impegnata in questo senso per aiutare le imprese piccole e medie ad approcciare un mercato molto difficile, ma probabilmente il più importante al mondo" - ha proseguito Bombassei. - "la Cina è un paese in piena evoluzione, anche con tante contraddizioni, che ha già raggiunto, soprattutto a livello tecnologico, livelli avanzatissimi da leadership globali. L'economia ha ritmi costanti da quasi 40 anni, ed è per tutti questi motivi che un'azienda italiana che vuole crescere non può prescindere dal mercato cinese". A seguire hanno esposto il loro contributo Filippo Fasulo, Direttore del CeSIF, Giovanni Lovisetti, Senior Associate Business Advisory Team, Italian Desk Milan Liaison office, Dezan Shira & Associates, Antonella Bertossi, Partner Relationships & Marketing Manager, Global Blue e Fausto Palombelli, Direttore Marketing e Sviluppo Aviation, Aeroporti di Roma. Il rallentamento economico e il contesto internazionale in mutamento potrebbero portare Pechino ad alleviare le restrizioni per le aziende straniere nell’ottica di attrarre investimenti. Nel 2018 il deficit commerciale dell’Italia nei confronti della Cina è aumentato di 12,5 miliardi di dollari, dopo una lieve riduzione registrata negli anni precedenti (8,86 miliardi rispetto ai 9,82 del 2016). Il rapporto ha messo in evidenza i settori di maggior interesse per le imprese italiane (alimenti e bevande, settore sanitario, retail, automotive, cinema e piattaforme digitali e legno arredo) e fotografato lo stato attuale degli investimenti cinesi nel nostro Paese. La Cina rappresenta ancora la settima destinazione per l’export italiano con una quota del 3,4%. In un confronto fra il 2011 e il 2018 viene fuori che, nell’ambito delle esportazioni europee verso la Cina, l’Italia è cresciuta rispetto agli altri Paesi membri nel tessile e negli articoli in pelle e cuoio, ovvero le due voci di cui rappresenta il principale partner cinese nella Ue con oltre un terzo degli scambi. Secondo le Dogane cinesi, nel 2018 il settore di maggiori esportazioni cinesi in Italia si riconferma quello dei macchinari e delle attrezzature elettriche, che raggiungono la cifra di 7.027 miliardi di dollari, mentre al secondo posto si trova la voce macchinari e tecnologia nucleare per la cifra di 6.095 miliardi di dollari). Il tasso di crescita più elevato per il biennio 2017/2018 riguarda invece l’export di prodotti tessili (24,6%). Per quanto riguarda l’export cinese in Italia si segnala infine un netto vantaggio dei macchinari e apparecchiature (3.849 milioni), seguito da articoli di abbigliamento (943.55 milioni), e da articoli in pelle (906.27 milioni).

SP