La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

Cos’è la politica commerciale dell’UE? Perché è importante? Come funziona? Le risposte alle domande più comuni su una delle politiche più complesse e più importanti dell’UE. La globalizzazione economica è caratterizzata da un intenso

commercio internazionale e da un aumento dell’interdipendenza delle economie a livello globale. La politica economica dell’UE è perciò uno strumento indspensabile per rispondere alla globalizzazione e svilupparne il potenziale trasformandolo in benefici per i cittadini.

La politica commerciale condotta a livello europeo invece che a livello nazionale permette di pesare di più nei negoziati bilaterali e all’interno degli organismi internazionali come l’Organizzazione internazionale del commercio (OMC). L’obiettivo della politica commerciale dell’UE è quello di aumentare le opportunità di crescita per le aziende europee rimuovendo le barriere commerciali come dazi e quote e garantendo una competizione leale.

La politica commerciale è fondamentale per l’economia europea perché influenza crescita e occupazione. Più di 36 milioni di posti di lavoro in Europa dipendono dalle esportazioni verso paesi fuori dall’UE. In media ogni miliardo di euro di esportazioni verso paesi terzi sostiene 13.000 posti di lavoro.

Guarda l’infografica sul commercio fra l’UE e il resto del mondo

La politica commerciale europea protegge inoltre i cittadini facendo in modo che i prodotti importati rispettino le regole europee di protezione dei consumatori.

Gli accordi commerciali sono anche strumenti per promuovere i diritti umani, gli standard di sicurezza sociale, il rispetto per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

Come funziona la politica commerciale dell’UE? La politica commerciale dell’UE riguarda il commercio di beni e servizi, gli investimenti esteri diretti, gli aspetti commerciali della proprietà intellettuale (ad esempio i brevetti) e gli appalti pubblici.

Si compone di tre elementi principali. Il primo elemento sono gli accordi commerciali con paesi terzi per aprire nuovi mercati e aumentare le opportunità di commerciali per le aziende europee.

Il secondo sono le regole commerciali per proteggere i produttori UE dalla competizione sleale.

Il terzo è la partecipazione all’Organizzazione mondiale del commercio, che stabilisce le regole internazionali. Gli stati UE sono membri dell’OMC, ma la Commissione europea negozia a nome di tutta l’UE.

Gli accordi commerciali. Gli accordi commerciali con i paesi terzi (cioè non appartenenti all’UE), vengono conclusi allo scopo di assicurare migliori opportunità commerciali.

Possono essere di diverso tipo: ci sono ad esempio gli Accordi di partenariato economicoper la promozione degli scambi commerciali tra l'UE e le regioni dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e gli Accordi di libero scambio con paesi più sviluppati economicamente.

Gli Accordi di associazione servono invece a rafforzare un più largo accordo di cooperazione politica, come nel caso dell’Unione per il Mediterraneo con la Tunisia,

Il cuore degli accordi è la riduzione delle barriere doganali e l’aumento degli investimenti.

Le regole commerciali dell’Unione. L’Unione europea stabilisce regole per proteggere le aziende da una concorrenza sleale. Le pratiche sleali possono essere il dumping commerciale o i sussidi che rendono i prodotti artificialmente poco costosi rispetto a quelli europei. Altri scogli per i prodotti europei sono le barriere doganali e le quote. Se non si riesce a raggiungere un accordo commerciale, c’è il rischio che scoppi una guerra commerciale.

Per saperne di più sugli strumenti di difesa commerciale dell’UE. Anche gli investimenti esteri vengono controllati dall’UE. A febbraio 2019 gli eurodeputati hanno approvato un nuovo meccanismo di controllo per assicurare che gli investimenti esteri in settori strategici non danneggino gli interessi europei e la sicurezza dei paesi membri.
L’Unione europea e l’Organizzazione mondiale del commercio. L’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) è costituita da 160 membri che rappresentano il 98% del commercio mondiale. Il suo obiettivo è quello di mantenere il sistema commerciale prevedibile facendo raggiungere accordi su regole comuni per il commercio fra paesi e controllandone l’applicazione.

L’UE ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema commerciale internazionale e sostiene attivamente l’OMC, impegnandosi direttamente nei negoziati multilaterali. Il Parlamento segue questi negoziati e adotta le relazioni sul loro stato di avanzamento. L’attuale ciclo di negoziati dell’OMC, i cosiddetti negoziati di Doha (2001), è però arrivato a un punto di stallo a causa di un mancato accordo su settori chiavi quali quello agricolo.

L’UE si avvale dei giudizi e dei poteri di applicazione delle regole dell’OMC in caso di controversie commerciali ed è uno dei membri che usa di più il sistema di risoluzione delle dispute commerciali.

Per saperne di più su EU e OMC

Come viene decisa la politica commerciale dell’UE? La politica commerciale è una competenza esclusiva dell’Unione. Questo significa che l’UE e non i singoli stati membri, ha il potere di legiferare sulle questioni commerciali e concludere accordi commerciali internazionali (secondo l’articolo 207 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea, TFUE).

Il Trattato di Lisbona del 2007 ha reso il Parlamento europeo co-legislatore su materie di commercio e investimenti. L’altro co-legislatore è il Consiglio, che rappresenta gli stati membri. Gli accordi commerciali internazionali possono entrare in vigore solo se approvati dal Parlamento. Il Parlamento può inoltre influenzare i negoziati tramite le risoluzioni.