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Con un patrimonio netto pro capite di 173’838 euro (circa 190’000 franchi), in flessione dell’1,5% rispetto all'anno precedente, nel 2018 la Confederazione è scivolata al secondo posto dietro gli Stati Uniti (184’411 euro). È quanto emerge dall’ultimo del

«Global Wealth Report» di Allianz. La perdita del primato si spiega da un lato con l'erosione dei patrimoni e dall'altro con il maggiore indebitamento. Nel 2017 si era registrato in Svizzera un soddisfacente incremento del 7,6% e dalla crisi finanziaria, quando si era avuta l'ultima flessione, si osserva una crescita media del 3,8%. La ricchezza lorda delle famiglie elvetiche è diminuita solo in misura marginale (-0,1%); si tratta tuttavia della prima contrazione dalla crisi finanziaria di undici anni fa, spiega Allianz.

Le cause di questa flessione sono state il crollo dei titoli azionari e dei fondi di investimento (-7,4%), che non è stato possibile compensare con il lieve aumento dei depositi bancari (+1,8%) e la forte crescita di assicurazioni e pensioni (+3,8%). Allo stesso tempo, il debito privato in Svizzera è salito al ritmo moderato degli anni precedenti (+2,8%) e il livello di indebitamento (rispetto al prodotto interno lordo) è sceso al 128%. Per Allianz ciò rappresenta comunque un record assoluto: su base globale solo i danesi e gli australiani risultano ancora più indebitati; il dato medio dell’Europa occidentale è del 74,1%. Per lo studio, Allianz ha analizzato patrimoni e indebitamento delle famiglie in oltre 50 paesi. (ICE BERNA - Corriere del Ticino)