La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

 Secondo il bollettino delle prospettive di investimento prodotto dagli analisti della Banca nazionale per lo sviluppo economico e sociale (BNDES). La BNDES è la banca pubblica brasiliana di incentivo agli investimenti. Lo studio prevede un investimento totale

nel periodo di 1,1 trilioni di dollari per 19 settori mappati, 11 dei quali provenienti dall'industria e 8 dalle infrastrutture, che rappresentano circa il 25% della formazione lorda di capitale fisso dell'economia (GFCF). Il valore totale mostra un aumento reale del 2,7% rispetto agli investimenti previsti nel precedente sondaggio (2018-2021). Secondo il bollettino, i numeri considerano gli investimenti supportati e non supportati dalla BNDES. “In tutti i settori analizzati, l’analisi rivela una crescita reale media del 3,9% all'anno nel periodo, trainata da un'accelerazione della crescita alla fine del quadriennio. La performance è di gran lunga superiore alle attuali proiezioni del Prodotto interno lordo (PIL) della Banca Centrale del Brasile”, si legge nel testo dell’analisi.

L'economista Fernando Puga, consigliere della presidenza BNDES, sottolinea che le prospettive per il 2022 sono una forte crescita degli investimenti, soprattutto in settori come l’Oil&Gas e in quello dell’elettricità. Gli investimenti nel settore industriale giustificano la previsione di un'espansione generale degli investimenti, evidenziando il segmento del petrolio e del gas, non solo a causa del recupero dei prezzi del petrolio sul mercato internazionale, ma anche a causa della concessione o delle aste di blocchi petroliferi realizzate nel 2017 e 2018. In ambito infrastrutturale, la BNDES prevede che i segmenti logistici e sanitari avranno una performance migliore degli investimenti nelle aree più bisognose di sviluppo, in particolare dal 2020 in poi. Lo studio prevede inoltre che le politiche pubbliche, i cambiamenti nel quadro normativo e i programmi per la concessione di servizi di infrastruttura al settore privato abbiano un'influenza positiva sugli investimenti. Tuttavia, secondo il documento, la complicata situazione fiscale degli stati rimane un fattore di inibizione degli investimenti. (ICE SAN PAOLO - Valor Economico)