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Il relativo indice RERI (Real Estate Risk Index) calcolato dalla piattaforma online Moneypark è salito nel terzo trimestre di 0,2 punti a quota 3,7. IL RERI e' costituito da sei sottoindici che tengono conto di fattori macroeconomici quali il tasso di disoccupazione

e l’indice dei responsabili degli acquisti, ma anche di dati specifici relativi alla concessione dei crediti e ai tassi di interesse.

L’indicatore va da 1 a 6: più alto è il valore, maggiore è il rischio sul mercato.  L’aumento dell’indice di rischio RERI negli ultimi tre trimestri è dovuto al previsto raffreddamento congiunturale dei prossimi mesi, dopo che tutti gli esperti hanno rivisto nettamente al ribasso le loro previsioni di crescita del PIL svizzero. La scarsa offerta di case unifamiliari negli ultimi mesi ha portato ad un ulteriore aumento dei prezzi dell’1,1%, fatto che, in combinazione con le rigide linee guida di accessibilità delle banche, rende queste proprietà sempre meno accessibili.

Per contro l’offerta di appartamenti di proprietà è cresciuta in modo significativo.

Nel segmento a basso prezzo, sono stati creati immobili di nuova costruzione con uno spazio abitativo più piccolo, che potrebbero attirare una cerchia più ampia di acquirenti. I prezzi sono diminuiti dello 0,2%. Dopo una leggera flessione nel quarto trimestre del 2018, l’indebitamento nell’anno in corso è rimasto invariato. La quota dei mutui ipotecari rispetto al prezzo di acquisto delle case si fissa in media del 55%. Ciò non comporta pericoli aggiuntivi per il mercato immobiliare, visto che la soglia di rischio è notevolmente più elevata (66%). (ICE BERNA)