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Nella prima parte del 2019 sono emersi segnali di indebolimento congiunturale dell'economia marchigiana, che nel suo complesso è risultata pressochè stazionaria. L'attività dell'industria manifatturiera ha ristagnato nei primi nove mesi del 2019,

mostrando andamenti eterogenei tra classi dimensionali d'impresa e comparti di attività. La crescita del fatturato delle imprese medio-grandi si è contrapposta al calo registrato da quelle piccole; è proseguita la fase espansiva della meccanica mentre si sono accentuate le difficoltà nell'industria calzaturiera, i cui livelli di attività si contraggono ormai da un quinquennio. Si sono affievoliti i contributi sia della domanda nazionale sia di quella estera. L'accumulazione di capitale è tornata a indebolirsi, frenata anche dall'incertezza sulle prospettive economiche; i piani delle imprese per il 2020 prefigurano una stazionarietà della spesa per investimenti. I profili reddituali e di liquidità delle aziende si mantengono nel complesso su buoni livelli. Le aspettative formulate dalle imprese sull'andamento degli ordini fino alla prossima primavera sono improntate a un cauto ottimismo, seppure in un clima pervaso da incertezza.

Si sta consolidando la ripresa dell'attività nelle costruzioni, anche se il livello della produzione resta molto al di sotto di quello pre-crisi; un sostegno significativo è derivato dalle fasi iniziali della ricostruzione post-sisma. La crescita delle compravendite di abitazioni è proseguita. Per il settore dei servizi gli indicatori disponibili delineano un quadro congiunturale modesto.

Nel primo semestre del 2019 si è interrotta la fase di recupero dell'occupazione in atto dalla metà del 2017. Il numero di occupati è lievemente calato e il tasso di disoccupazione, pur mantenendosi inferiore alla media italiana, è tornato a crescere, riflettendo anche un'accresciuta partecipazione al mercato del lavoro. Nel settore privato i rapporti di lavoro dipendente hanno mostrato una ricomposizione in favore dei contratti a tempo indeterminato, come nel resto del Paese.

Nella prima metà del 2019 i prestiti erogati al settore privato non finanziario marchigiano sono leggermente diminuiti. L'espansione dei finanziamenti alle famiglie è stata più che compensata dalla contrazione dei prestiti alle imprese, specie a quelle di minori dimensioni. La dinamica dei prestiti alle imprese risente di politiche di offerta ancora prudenti nei confronti della clientela più rischiosa e soprattutto dell'indebolimento dalla domanda di credito, influenzata dal peggioramento ciclico e dalla minore propensione a investire. È proseguito il miglioramento della qualità del credito. Hanno ripreso a espandersi la raccolta delle banche e i titoli da esse detenuti in custodia per conto della clientela.