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Dopo un triennio di crescita nel primo semestre del 2019 l'attività economica nella provincia di Trento ha rallentato in ragione del ridimensionamento della domanda estera e degli investimenti delle imprese. Anche l'economia della provincia di

Bolzano - che ha registrato un dinamismo elevato fin dall'inizio del decennio - ha frenato, in connessione con le recenti difficoltà dell'economia tedesca.

Il comparto industriale trentino ha risentito di una forte decelerazione delle vendite, sia sui mercati nazionali sia su quelli esteri; anche le imprese industriali altoatesine hanno segnato una minor crescita del fatturato, in parte compensata dalla lieve ripresa delle esportazioni. È proseguito il rafforzamento dell'attività del settore edile in Trentino; in Alto Adige, a un quinquennio di marcata espansione, ha fatto seguito una fase di crescita più moderata. In entrambe le province il terziario ha segnato una nuova espansione, seppur a ritmi lievemente inferiori a quelli dello scorso anno. Vi hanno contribuito il buon andamento dei consumi delle famiglie e la sostanziale stabilità delle presenze turistiche. La situazione reddituale delle imprese è ancora leggermente migliorata e le aziende si caratterizzano per un'elevata liquidità. In Trentino i piani di investimento, già contenuti nelle previsioni di inizio anno, sono stati rivisti al ribasso; in Alto Adige è invece proseguita, per il quarto anno consecutivo, l'accumulazione di capitale. La dinamica degli investimenti del settore produttivo si è riflessa in un leggero calo dei prestiti bancari in Trentino - che ha interessato anche le aziende di maggiore dimensione - e in un ulteriore aumento dei crediti alle imprese dell'Alto Adige, soprattutto a favore di quelle medio-grandi; i prestiti alle aziende più piccole sono invece diminuiti sia in provincia di Bolzano sia, in misura più intensa, in quella di Trento.

In entrambe le province le condizioni occupazionali sono ulteriormente migliorate. Il numero di lavoratori è cresciuto a ritmi superiori rispetto alla media nazionale; in regione le posizioni permanenti nel settore privato - in aumento già nel 2018 - hanno continuato a crescere per il forte incremento registrato dalle trasformazioni di contratti temporanei. Il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché stabile e su livelli ampiamente inferiori alla media nazionale. Le dinamiche positive del mercato del lavoro si sono associate a un'ulteriore crescita dei consumi. Il credito erogato alle famiglie ha registrato una nuova espansione, interessando sia i mutui per l'acquisto di abitazioni sia il credito al consumo. È proseguita l'allocazione del risparmio verso i prodotti del risparmio gestito a scapito dei titoli obbligazionari; i depositi in conto corrente sono ulteriormente cresciuti, indicando un'elevata preferenza delle famiglie verso forme di investimento meno rischiose e facilmente liquidabili.

L'andamento dei prestiti al settore privato non finanziario - stagnante in Trentino e in crescita in Alto Adige - ha riflesso la dinamica divergente tra le due province della domanda di nuovo credito (soprattutto da parte delle imprese) a fronte di condizioni di offerta stabili. In Trentino, l'espansione dei crediti erogati dagli istituti extra-regionali, soprattutto a favore delle famiglie e delle imprese più grandi, è stata compensata dal nuovo calo registrato dalle banche con sede in regione. In Alto Adige, la crescita dei finanziamenti bancari ai residenti è risultata più intensa per le banche extra-regionali.

La qualità del credito è rimasta stabile su livelli molto elevati in entrambe le province; le banche regionali si caratterizzano tuttavia per un tasso di deterioramento ancora superiore a quello degli istituti di credito con sede al di fuori del Trentino-Alto Adige. Lo stock di crediti deteriorati si è ulteriormente ridotto.