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Il Parlamento Europeo ha adottato nuovi obblighi per le grandi piattaforme di commercio online quali Amazon, eBay o Alibaba, per colmare le lacune legislative che ostacolano la riscossione dell’IVA. Le nuove norme dovrebbero aiutare gli Stati membri

a recuperare circa 5 miliardi di euro di gettito fiscale perso nel settore del commercio elettronico ogni anno - cifra che dovrebbe salire a 7 miliardi di euro entro il 2020. Nel 2017, l'IVA non pagata da tutti i settori economici dell'UE è stata calcolata intorno ai 137 miliardi di euro.

La direttiva votata giovedì integra le disposizioni generali in materia di IVA previste dalla legge sul commercio online approvata nel 2017 e che entrerà in vigore nel 2021. Vi sono indicate le azioni che le piattaforme online di mercato virtuale (marketplace), quali Amazon, eBay o Alibaba, dovranno attuare dal 2021, quando scatterà l’obbligo per loro di garantire la riscossione dell'IVA dalle vendite effettuate nell’UE.

In particolare, le piattaforme online dovranno tenere traccia delle registrazioni sulle vendite effettuate, per aiutare le autorità nazionali a calcolare l'importo dell'IVA dovuta, anche quando venditori di Paesi terzi non hanno corrisposto l'IVA dovuta. Attualmente, è difficile per gli Stati membri ottenere l'IVA dovuta sui beni venduti al di fuori dell'UE, in assenza di una corretta informazione da parte del venditore.

Il Parlamento europeo ha proposto alcune modifiche per chiarire quale Stato membro sia amministrativamente competente per una vendita specifica e quando una piattaforma online debba essere considerata responsabile per garantire la riscossione dell'IVA. I deputati hanno inoltre proposto di integrare gli obblighi di comunicazione per ottenere una ripartizione dell'IVA dovuta per ogni Stato membro.

 

Prossime tappe.   La risoluzione legislativa è stata approvata con 565 voti a favore, 23 contrari e 65 astensioni. Il Consiglio dovrà ora adottare la posizione finale su questa direttiva. Il Parlamento europeo ha un ruolo consultivo.