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Dopo la lieve crescita registrata nel 2018, nei primi nove mesi di quest'anno la dinamica dell'attività economica in Basilicata è divenuta lievemente negativa. Il fatturato delle imprese manifatturiere è nel complesso diminuito rispetto allo stesso

periodo dell'anno precedente, per effetto dell'andamento del comparto autoveicoli, che ha risentito del forte calo della domanda. L'andamento negativo dell'automotive si è tradotto in un'intensa flessione delle esportazioni, cui ha contribuito anche il calo di altri rilevanti comparti dell'export regionale. Nell'estrattivo la produzione di petrolio e gas naturale è tornata a ridursi. Nel settore delle costruzioni la fase ciclica resta debole: il recupero delle compravendite di abitazioni è ancora insufficiente a sospingere l'attività produttiva e i segnali di crescita del comparto sono concentrati nel Materano. L'andamento nei servizi è stato sostenuto dall'ulteriore crescita dei flussi turistici, soprattutto di stranieri; la dinamica delle presenze a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, si è ulteriormente rafforzata.

Nella media del primo semestre del 2019 l'occupazione in Basilicata è tornata a crescere in misura contenuta, beneficiando dell'andamento positivo di agricoltura e servizi. Nelle costruzioni e nell'industria in senso stretto il numero di occupati si è invece ridotto; al calo si è associato un forte aumento delle ore autorizzate di cassa integrazione, attribuibile in larga misura al comparto autoveicoli. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente diminuito.

Nel primo semestre dell'anno il credito in regione è aumentato in misura inferiore rispetto alla fine dell'anno precedente. Al rallentamento ha contribuito l'andamento dei prestiti alle imprese, che è divenuto lievemente negativo per quelle di minori dimensioni. I finanziamenti alle famiglie hanno continuato a crescere, beneficiando della dinamica dei mutui e soprattutto di quella del credito al consumo. Il tasso di deterioramento del credito è rimasto sui livelli della fine dello scorso anno, più elevati rispetto alla media nazionale, ma inferiori al periodo precedente alla crisi.