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Nel primo semestre del 2019 le richieste di prestiti da parte delle imprese sono diminuite nelle regioni del Nord, mentre nel Centro e nel Mezzogiorno sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al periodo precedente. Le minori esigenze legate al

finanziamento degli investimenti produttivi e del capitale circolante hanno contribuito a mantenere debole la domanda di credito in tutte le aree, con l'eccezione del fabbisogno connesso con il capitale circolante salito per il Mezzogiorno.

I criteri di offerta di credito alle imprese hanno mostrato lievi segnali di inasprimento, in continuità con la seconda metà del 2018; il modesto peggioramento delle condizioni di indebitamento ha riguardato le imprese del Nord Est e del Mezzogiorno e, più in generale, quelle delle costruzioni. L'irrigidimento delle politiche di offerta è stato attuato principalmente attraverso un aumento dei tassi di interesse praticati alle imprese più rischiose e mediante un innalzamento del livello di rating minimo richiesto per l'accesso ai finanziamenti. Le banche di più piccole dimensioni hanno anche accresciuto le garanzie richieste, a fronte di un lieve aumento delle quantità offerte.

Dopo l'espansione sostenuta del semestre precedente, la domanda di mutui per l'acquisto di abitazioni da parte delle famiglie si è indebolita, in modo più intenso nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno; le richieste di credito al consumo sono invece aumentate in tutte le macroaree. Dal lato dell'offerta, le condizioni applicate ai prestiti alle famiglie sono rimaste stazionarie, sia per la componente dei mutui sia per quella dei prestiti al consumo.

In tutte le aree del Paese, le famiglie hanno preferito mantenere i propri risparmi sotto forma di depositi, nonostante le remunerazioni offerte dalle banche si siano ancora ridotte, in particolare su quelli vincolati.