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In Camerun solo il 30% delle esigenze umanitarie, attualmente, è adeguatamente sostenuto: nell’estremo nord del Paese, le condizioni legate alla sicurezza e alla nutrizione continuano a peggiorare. Negli ultimi mesi, del resto, la ripresa degli attacchi

da parte dei gruppi armati nell’area desta forti preoccupazioni: tra ottobre e dicembre 2019, il numero è aumentato del 72,5%. Quasi 140 attacchi si sono verificati solo negli ultimi due mesi, con un trend senza precedenti a partire dal 2016.

La situazione ha determinato ulteriori problemi alla popolazione locale: si stima che oltre 460.000 persone siano state sfollate nel nord del Paese a causa della violenze, con un aumento del 10% tra aprile e dicembre 2019.

“In alcune aree - basti pensare a quelle intorno a Kolofata - oltre l’80% della popolazione trascorre la notte lontano dalle proprie case, per paura degli attacchi, e rientra solo durante il giorno, per occuparsi dei campi. Ma non solo. Sono molte altre le conseguenze: il saccheggio delle strutture sanitarie e delle scuole, la limitazione dell’accesso a tali presidi per le persone più vulnerabili, come i malati, le donne in gravidanza e i bambini di età inferiore ai 5 anni”, denunciano Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame, e Aurélie Carmeille, country director dell’organizzazione in Camerun.

Il peggiornamento delle condizioni di sicurezza sta generando anche un deterioramento della situazione nutrizionale in alcune aree frontaliere, oltre che l’aumento di zone non sufficientemente raggiunte da programmi utili per la gestione della malnutrizione acuta grave, ovvero la forma più pericolosa di malnutrizione.

I team di Azione contro la Fame si occupano, attualmente, di oltre 7.350 bambini di età inferiore ai 5 anni affetti da malnutrizione grave e acuta, rispetto ai 4.766 previsti in questo periodo, con un aumento di oltre il 64%. Si stima, inoltre, che più di 230.000 persone stiano attualmente vivendo una condizione di insicurezza alimentare.

“Nonostante il forte aumento delle esigenze rilevate dai nostri team impegnati sul campo, troviamo estremamente difficile mobilitare i donatori e non abbiamo i mezzi per garantire una risposta adatta alle esigenze attuali”, aggiunge Aurélie Carmeille.

È, quindi, necessario uno sforzo urgente da parte di tutti per soddisfare le esigenze dei cittadini del Camerun che risiedono in questa regione.

Azione contro la Fame è presente in Camerun dal 2014. Oltre agli interventi di emergenza per sfollati e rifugiati, l’organizzazione è impegnata a realizzare progetti a lungo termine volti a estendere i mezzi di sussistenza a beneficio della popolazione. Ogni anno, i nostri team aiutano quasi 300.000 persone in tutto il Paese.