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L’integrazione della dimensione di genere consiste nel considerare sistematicamente la questione della parità di genere nel preparare, definire, attuare, monitorare e valutare politiche e attività. La Corte ha intrapreso un audit per valutare se la

Commissione abbia proceduto ad integrare questo aspetto nel bilancio dell’UE per promuovere la parità.

La parità di genere è uno dei valori fondamentali sanciti nei trattati dell’Unione europea. Stando a uno studio recente condotto dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), la mancata promozione della parità può avere gravi ripercussioni sull’occupazione, sulla produttività e sulla crescita del PIL. L’EIGE ha inoltre rilevato che dal 2013 sono stati compiuti progressi sul piano della parità di genere nei vari Stati membri dell’UE, ma non in egual misura.

Già per il quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014‑2020, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione avevano convenuto di integrare nelle procedure di bilancio, ove opportuno, “elementi capaci di rispondere alle problematiche di genere”. Da una recente revisione interna della spesa concernente gli attuali programmi dell’UE è emerso, però, che la parità di genere non era stata integrata nel bilancio dell’Unione alla stregua del cambiamento climatico o della biodiversità. Ci si era valsi, invece, di alcuni programmi specifici, principalmente quelli che trattano il problema della disoccupazione e problematiche sociali, per rispondere alla discriminazione fondata sul genere.

Tener conto del genere nello stabilire e nell’attuare il bilancio dell’UE è fondamentale per promuovere la parità tra uomini e donne”, ha dichiarato Eva Lindström, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Vogliamo appurare se la Commissione abbia applicato questo principio nel bilancio dell’UE. È importante intraprendere questa analisi ora che sono in corso i negoziati per il quadro finanziario pluriennale 2021‑2027”.

La relazione di audit, che sarà pubblicata nel primo trimestre del 2021, valuterà in particolare se: vi sia un quadro appropriato per promuovere la parità di genere;  il QFP e i bilanci annuali dell’UE includano una prospettiva di genere e se la Commissione sia in grado di dimostrare i risultati dei principali programmi di finanziamento UE sul piano della parità di genere.

L’estensione dell’audit comprende la politica agricola comune (PAC), i Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) e il programma Erasmus.