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In Italia il numero di avvocati iscritti alla Cassa Nazionale Forense è di 243.073, e producono un volume d’affari di oltre 13 miliardi di euro all’anno. Dal 1981 al 2018 la presenza di avvocate donne iscritte alla Cassa è passata da 7% a 48%, con un

aumento percentuale dell’85%. I dati emergono da “I numeri dell’avvocatura”, documento redatto annualmente dalla Cassa Forense, letto e analizzato da ASLA (Associazione Studi Legali Associati), in occasione di ART-ASLA Round Tables 2020, un ciclo di incontri ideati e organizzati da ASLA con l’intento di proseguire il dibattito sul futuro della libera professione avviato nel 2018 con “ASLA Diritto al Futuro”,  che mirano a diffondere una trasformazione del modello tradizionale di studio legale in nuove formule organizzative, in linea con le novità del business.

ART 2020 porterà il tema focale dell’innovazione in sei città italiane: Genova, Verona, Firenze, Pesaro, Bari e Napoli. In ogni città saranno allestite contemporaneamente cinque tavole rotonde per declinare il tema dell’innovazione in cinque aree tematiche chiave della professione: Formazione, Mercato, Governance/Organizzazione, Diversity e Pro Bono. Il fine è immaginare quale sarà la funzione che la competenza legale dovrà assolvere nel prossimo futuro e come sarà possibile avvalersi dei nuovi mezzi offerti da tecnologia, automazione e dalle innovative formule di delivery del servizio legale. A guidare il dibattito di ciascun tavolo saranno presenti un moderatore e un esperto, che stimoleranno la discussione non soltanto sul mondo legale, ma in modo trasversale anche su altre categorie professionali legate al diritto, alle istituzioni e all’impresa.

L’influenza delle tecnologie digitali sulla professione è stata analizzata anche all’interno dell’ultimo Rapporto Censis sull’avvocatura (2019). La maggior parte dei professionisti (62,6%) è ottimista, le nuove tecnologie non sostituiranno la funzione di mediazione dell’avvocato, ma potranno supportarne positivamente l’attività. A questo si aggiunge un 17,8% che vede il diritto come un processo continuo di allargamento della sfera di intervento degli avvocati, fattore che allontana la visione estrema di una società senza avvocati. I meno ottimisti raggiungono quasi il 20% distribuendosi fra chi riconosce il rischio, ma affida alle competenze e alle capacità di gestire l’innovazione la soluzione del problema (10,8%) e chi ha già visto nell’intelligenza artificiale e nella blockchain processi di innovazione molto rilevanti per l’attività dell’avvocato (8,9%).