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Il 12 febbraio 2019 gli eurodeputati hanno approvato l’aggiornamento del Meccanismo di protezione civile UE per aiutare gli stati membri a rispondere in modo più rapido ed efficiente alle emergenze e alle catastrofi,

entrambe ricorrenti e inaspettate. La proposta include anche il miglioramento del piano di gestione del rischio di catastrofi tramite una condivisione più efficiente dei mezzi a disposizione della protezione civile.

Le catastrofi, sia naturali che provocate dall’uomo, possono accadere ovunque e in qualsiasi momento, anche provocando ingenti perdite: nel 2017 in Europa sono morte 200 persone a causa di catastrofi naturali e i danni ammontano a quasi €10 miliardi. Le catastrofi che hanno colpito il Portogallo nel 2017 o la Grecia nel 2018 hanno mostrato che gli stati membri da soli non dispongono di sufficienti risorse per rispondere in modo efficiente, il più delle volte per lacune operative, come affermato dalla responsabile della relazione Elisabetta Gardini, eurodeputata italiana del Partito popolare europeo.

Cos’è il Meccanismo di protezione civile UE?   Esiste già un sistema di aiuto reciproco nell’Unione europea, il Meccanismo di protezione civile UE, a cui partecipano, oltre ai 28 stati dell’UE, anche Islanda, Norvegia, Serbia, Repubblica della Macedonia, Montenegro e Turchia. I paesi partecipanti possono richiedere aiuto se le capacità di risposta sono insufficienti a fronte di una catastrofe.

Questo sistema è basato su contributi volontari da parte dei paesi che vi fanno parte e ha già dato prova delle sue limitate capacità, in particolar modo se diversi stati membri stanno affrontando lo stesso tipo di catastrofe nello stesso momento. Nel caso in cui gli stati membri non possano offrire aiuto, il Meccanismo non dispone di una riserva di risorse UE pronte a essere utilizzate.

Su richiesta del Parlamento, è stata istituita una nuova capacità di riserva: RescEU, da attivare solo nel caso in cui le risorse di uno stato membro non siano sufficienti. Le riserve comuni europee dovrebbero includere le risorse necessarie per rispondere agli incendi boschivi, alle tempeste, alle alluvioni e agli incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari. Il RescEU includerebbe inoltre gli aerei antincendio, le unità di pompaggio, le unità di ricerca e salvataggio in ambienti urbani, gli ospedali da campo e le squadre mediche d’emergenza.

La decisione su come impiegare il RescEU dovrebbe essere presa dalla Commissione in comune accordo con il paese che ne fa richiesta e con lo stato membro che possiede, affitta o noleggia quella risorsa.

Condividere conoscenza ed esperienza.   Con le nuove norme si cerca di migliorare la gestione del rischio di catastrofi tramite la consultazione, lo spiegamento di esperti in missione e le successive raccomandazioni.

Gli eurodeputati sostengono inoltre il rafforzamento della Rete dell'UE di conoscenze in materia di protezione civile, per la condivisione delle conoscenze e per scambi più efficaci tra i corpi di protezione civile, le autorità che gestiscono le catastrofi e le istituzioni europee, con un’attenzione particolare ai giovani professionisti e ai volontari.