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Più vado avanti e più mi rendo conto che alcune cose che mi sembrano scontate e banali, per molte persone non lo sono. Siamo tutti sulla stessa barca e mi domando: che cosa ci vuole ad indossare una mascherina e/o un paio di guanti? Certo, a nessuno fa piacere. Ma esiste,

prima di una legge, l'educazione, il rispetto e il buon senso. Un po’ come per e cinture di sicurezza: sono di legge ma non abbiamo ancora capito che salvano la vita. Bambini a parte dove credo non ci sia nemmeno necessità di scrivere due parole, in questo caso, è il singolo a perdere e rischiare.

Se prima ero nel “ragionevole dubbio”, a questo punto sono fortemente convinto sull'introduzione, nelle scuole, dell’educazione civica fin dall’infanzia. Magari la nuova generazione avrà una consapevolezza maggiore e migliore rispetto all’attuale. Chissà, meglio prevenire.

Seconda domanda: perché, io, ligio ai miei doveri senza che nessuno me lo impone, devo poi rimanere a casa, forse e per altro tempo, a causa di molti “furbetti del quartierino” che si sentono migliori o in condizioni di non seguire l’appartenenza comune? (Oltre che leggi e regole).

In questo periodo vedo che abbiamo anche necessità di “video tutorial” per come indossare le mascherine. Veramente? Credo che già l’essere al mondo dovrebbe essere abbastanza per capirlo.

Infine, per dare un tono comico: siamo tutti italiani e tutti cantiamo l'”Inno di Mameli”; peccato che poi non sappiamo girare la bandiera italiana nel “senso” corretto: verde, bianco, rosso (per chi vede).

Alcune volte mi  sembra di essere tornato agli anni '80 dov’erano incollate ai bauli delle auto, strisce adesive con la nostra bandiera: purtroppo, il più delle volte, girate al contrario. Ciò che oggi vediamo sui balconi.

 

Francesco Bartolini Caccia

Direttore Tribuna Economica