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L’attuale crisi sanitaria e le sue conseguenze rimangono la priorità immediata del Parlamento europeo, ma gli eurodeputati stanno già lavorando a una strategia di ripresa dopo la crisi generata dall’epidemia di COVID-19. Nella risoluzione votata il 17 aprile 

gli eurodeputati hanno detto che il Green Deal deve restare al centro di un massiccio piano di ripresa e ricostruzione volto a stimolare l’economia e contrastare il cambiamento climatico.

Impatto della crisi sulle emissioni.   Le rigide misure di confinamento imposte in tutta Europa, tra cui le limitazioni al traffico e alle attività economiche, hanno portato a una riduzione dell’inquinamento atmosferico. Le maggiori città europee hanno registrato un calo significativo nella concentrazione di biossido di azoto (NO2) che in alcuni casi è stata dimezzata.

La chiusura di uffici, la sospensione delle attività industriali e l’enorme calo dei viaggi hanno contribuito alla riduzione di emissioni di CO2. Per il primo trimestre del 2020 si prevede anche una riduzione della domanda di energia elettrica.

Con il calo della domanda di elettricità e la sospensione delle attività industriali il prezzo delle quote nel sistema di scambio delle quote di emissione è sceso del 40% tra metà febbraio e metà marzo 2020.

La legge europea sul clima.   Il 28 novembre 2019 il Parlamento europeo ha dichiarato l’emergenza climatica e ha chiesto alla Commissione europea di garantire che tutte le proposte legislative siano in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale sotto 1,5°C. Nel dicembre 2019 la Commissione europea ha messo a punto il Green Deal e a marzo 2020 ha presentato la proposta di legge per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

A gennaio il Parlamento europeo ha spinto per obiettivi più ambiziosi sulla riduzione delle emissioni rispetto a quelli proposti dalla Commissione europea per garantire che l’UE raggiunga la neutralità climatica.

Il 21 aprile in una riunione della commissione Ambiente il vicepresidente esecutivo Frans Timmermans ha assicurato che la tabella di marcia per la legge sul clima rimarrà invariata. Ha poi aggiunto che a settembre sarà presentata una proposta per un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2030.

Per poter entrare in vigore la legge europea sul clima deve essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’UE. Il Parlamento vuole che l’Unione europea adotti questi obiettivi con largo anticipo rispetto alla conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP26. La conferenza è stata posticipata al 2021 a causa della pandemia.