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Da un lato, il numero di cause promosse dinanzi ai due organi giurisdizionali (Corte e Tribunale) ha raggiunto nello scorso anno un livello senza precedenti, elevandosi a 1905 cause, contro le 1683 nel 2018 e le 1656 nel 2017. Dall’altro, il numero di cause definite

dagli organi giurisdizionali nel 2019, che è di 1739, si avvicina al livello storico raggiunto nel 2018 (1769).

Grazie agli sforzi compiuti dai due organi giurisdizionali e ad un corretto impiego delle risorse disponibili, le statistiche giudiziarie del 2019 riflettono una sempre più efficiente gestione dei procedimenti, in particolare sotto il profilo della loro durata.

Corte di giustizia.   Una prima tendenza emerge rispetto al numero di cause promosse: con 966 nuove cause promosse dinanzi ad essa nel 2019, la Corte di giustizia registra infatti il numero di cause più alto della sua storia, che rappresenta un aumento di quasi il 14% rispetto al numero di cause promosse nel 2018 (849), che costituiva già un anno record sotto tale profilo. Come per i due anni precedenti, all’origine di tale aumento vi sono essenzialmente le domande di pronuncia pregiudiziale (641 nuove cause pregiudiziali nel 2019 contro 568 nel 2018), ma la Corte di giustizia ha registrato anche un significativo aumento del numero delle impugnazioni, delle impugnazioni su procedimento d’urgenza e delle impugnazioni su intervento (266 cause nel 2019 contro 199 nel 2018), al contrario dei ricorsi diretti, il cui numero è diminuito nel 2019 (41 cause).

Occorre notare, per quanto riguarda le impugnazioni proposte avverso le sentenze del Tribunale, che dal 1° maggio 2019 la Corte di giustizia si è dotata di un meccanismo di ammissione preventiva delle impugnazioni (comunicato stampa n. 53/19) in talune materie, il quale dovrebbe consentirle di concentrarsi ancora di più sulla sua funzione primaria di interpretazione del diritto dell’Unione nell’ambito dei rinvii pregiudiziali.

Un altro elemento significativo di tali statistiche è il numero di cause definite dalla Corte di giustizia, che riflette l’attività estremamente intensa svolta da tale organo giurisdizionale: nel 2019, sono 865 le cause definite dalla Corte di giustizia contro 760 nel 2018. Tale numero costituisce un record e rappresenta anche il doppio delle cause definite nel 2001 (434).

Infine, la Corte di giustizia ha saputo far fronte ai propri impegni per quanto riguarda i tempi processuali nonostante l’aumento del numero di cause nuove, poiché la durata media di trattazione delle cause è rimasta, nel 2019, ad un livello molto soddisfacente: 15,5 mesi per la trattazione delle cause pregiudiziali, 11,1 mesi per la trattazione delle impugnazioni e 19,1 mesi per gli altri ricorsi diretti.

Tribunale.   Una delle caratteristiche fondamentali dello scorso anno, per il Tribunale, è aver quasi raggiunto un equilibrio tra il numero di cause promosse (939) ed il numero di cause definite (874), e ciò nonostante la presentazione a fine anno di un gruppo consistente di cause connesse e il rinnovo parziale dei suoi Membri.

L’aumento del numero di cause promosse è molto netto, con 105 cause in più rispetto al 2018, ossia un aumento di quasi il 13%. Le materie che hanno conosciuto gli aumenti maggiori sono, in particolare, gli aiuti di Stato e il diritto istituzionale.

Gli sforzi compiuti dal Tribunale si riflettono in special modo nei tempi di trattazione delle cause, che continuano a registrare una tendenza al ribasso. Infatti, la durata del procedimento nelle cause definite con sentenze e ordinanze è stata notevolmente ridotta (16,9 mesi nel 2019, contro 20 mesi nel 2018 e 26 mesi nella prima parte degli anni 2010). Tale netto miglioramento è uno dei risultati della riforma dell'architettura giurisdizionale dell'Unione, completata nel 2019.

Un primo bilancio può essere effettuato per quanto riguarda l'applicazione e-Curia, che dal 1° dicembre 2018 (comunicato stampa n. 157/18) costituisce la modalità esclusiva per lo scambio di documenti giudiziari tra i rappresentanti delle parti e il Tribunale. Nel 2019, attraverso tale applicazione, il Tribunale ha potuto trattare quasi 750.000 pagine di atti di procedura. La diffusione di tale sistema ha quindi permesso di porre fine alla gestione di formati differenti (cartaceo e digitale).