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Ciò non vuol dire "giustificare". Provo semplicemente, e in poche righe, ad interpretare il pensiero di alcune persone. Migranti: certo, potremmo essere più o meno tutti d'accordo che è "segno di civiltà" regolarizzare, ma, in un momento molto particolare come l'attuale,

può essere che la popolazione già italiana chieda certezze per il proprio futuro e di spendere risorse, pro italiani e non pro altri. Ciò  non significa razzismo, semplicemente, concretezza e stabilità.
Se i già italiani si vedono "scavalcati" per alcune decisioni e di risorse economiche spese, alloccate e date (pur giustamente) a persone “straniere”, qualche ragione potrebbero anche averla visto che si trovano in un momento altamente particolare e  vedono parte dei sussidi spettanti distribuiti ad altri.
Secondo punto. Molti ce l'hanno con Silvia Romano o persone simili. Certo, non è bello e probabilmente fuori luogo. Ma, cercando sempre di interpretare il pensiero: perché il nostro Paese deve spendere/pagare soldi per mercanteggiare con delinquenti per alcune persone che mettono, volontariamente, a rischio la propria vita sapendo a priori ciò che, tali decisioni, potrebbero comportare?
Punti ed opinioni più o meno condivisibili? Non sta a me giudicare. Sicuramente, ogni pensiero ha lati positivi e negativi ed è corretto tentare di interpretare anche se questo non è, forse, come ognuno di noi se lo aspetta.

 

Francesco Bartolini Caccia

Direttore Tribuna Economica