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Il tutto si può riassumere in poche righe senza aggiunta di commenti (che non spetta me farli).  In una situazione come l’attuale, Calcio e Religione sono fuori luogo. Perché’? Le risposte, semplici e banali.  La libertà di culto (in e di qualsiasi forma o Religione), non è soggetta al luogo ma

al fatto di poter relazionarsi al culto stesso. Ciò può essere svolto in ogni spazio a prescindere da qualunque esso sia e in qualunque momento della giornata, senza, attualmente e forse, mettere in pericolo la salute dei fedeli. Al di là di come si chiami la Religione che si predilige.

In tutto questo, viceversa, è assolutamente corretto poter piangere i propri cari in caso di morte.

Calcio: tutto solo per movimento economico? Molto mi porta a dire sì. Devo ancora spiegarmi il senso degli stadi vuoti e quello di voler, a tutti i “costi”, giocare.  Altri sport si sono fermati e sono fermi, non per proteggere interessi, ma salute. Il calcio, o meglio, la Serie A (o come si chiama nelle altre nazioni), fa eccezione.

E tutto il resto? Nel dibattito non rientra in quanto genera pochi interessi finanziari.

 

Francesco Bartolini Caccia

Direttore Tribuna Economica