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Istituito nel 2015 nel quadro del piano di investimenti per l’Europa, il polo europeo di consulenza sugli investimenti fornisce assistenza tecnica ai promotori di progetti dell’UE. Come rileva una nuova relazione della

Corte dei conti europea, i beneficiari si sono ritenuti soddisfatti dei servizi di consulenza offerti dal polo. Tuttavia, esso non ha ancora sviluppato a pieno il proprio potenziale di promozione degli investimenti nell’UE, principalmente a causa di una strategia non sufficientemente chiara per indirizzare il sostegno là dove potrebbe apportare il massimo valore aggiunto.

Il polo europeo di consulenza sugli investimenti è gestito mediante un partenariato tra la Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti e opera in cooperazione con banche o istituti nazionali di promozione (NPBI), nonché con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).

Tra il 2015 e il 2018 il polo ha ricevuto 1 091 richieste di sostegno (in media meno di una richiesta al giorno), trasmesse direttamente dai promotori dei progetti tramite il sito Internet del polo o provenienti da altre fonti istituzionali (altri servizi della BEI, BERS, NPBI e Commissione). Solo 285 (pari al 26 %) di tali richieste si è tradotta nell’assegnazione di risorse del polo (“incarichi”) o in servizi di consulenza erogati a beneficiari del settore pubblico e privato. Di conseguenza, nei primi tre anni mezzo di operatività, il polo ha utilizzato solo poco più di un quarto della dotazione finanziaria messa a disposizione dal bilancio UE. La Corte ha pertanto concluso che, nonostante i beneficiari si siano ritenuti soddisfatti dei servizi ricevuti, il numero degli incarichi non era sufficiente per avere un’incidenza significativa sulla promozione degli investimenti nei progetti dell’UE. Inoltre, la Corte ha rilevato che il polo non disponeva di una strategia sufficientemente chiara, né aveva stabilito criteri, priorità e procedure efficaci per indirizzare il sostegno fornito.

La Corte ha altresì esaminato i progressi della cooperazione con i partner a livello locale, fattore essenziale perché il polo possa rispondere a esigenze di consulenza specifiche nei diversi Stati membri. Gli accordi con le istituzioni partner locali si sono concretizzati lentamente, a causa della complessità del quadro giuridico e del vario grado di capacità di cooperare a livello locale, elementi che hanno determinato una copertura geografica disomogenea della domanda e dell’offerta dei servizi del polo.

La relazione formula una serie di raccomandazioni relative al tempo di vita residuo del polo e alla transizione verso l’iniziativa InvestEU. In particolare, la Corte raccomanda di: sviluppare ulteriormente la cooperazione con le NPBI al fine di migliorare l’accesso ai servizi del polo a livello locale;  definire priorità e criteri specifici tesi a ponderare il valore dei servizi di consulenza, quali l’addizionalità (ossia, fornire servizi che non siano già disponibili nel quadro di altri programmi dell’UE), il tipo di sostegno, l’impatto potenziale sugli investimenti, nonché i settori e le aree geografiche;  potenziare le procedure di screening tese a stimare il valore dei potenziali incarichi onde massimizzare il contributo del polo;  fare tesoro dell’esperienza acquisita nel periodo 2015‑2020 per valutare le esigenze e la domanda in relazione al polo InvestEU e mettere a punto un quadro di riferimento adeguato per il monitoraggio della performance che tenga conto dei costi e dei benefici insiti nella prestazione dei servizi di consulenza.