La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

La crescita della popolazione, l’urbanizzazione e il turismo hanno contribuito alla scarsità idrica e alla siccità, problemi che interessano sempre più aree dell’Europa, specialmente nella regione mediterranea. Le risorse idriche sono sotto stress e ci si aspetta che la situazione

peggiori a causa del cambiamento climatico. Secondo una stima, entro il 2030 la metà di tutti i bacini fluviali europei potrebbe essere affetta da scarsità idricaPer proteggere le risorse europee di acqua dolce per gli anni a venire, il 13 maggio il Parlamento europeo ha approvato nuove regole per il riutilizzo delle acque reflue.

Obiettivo delle nuove norme è promuovere l’uso delle acque reflue trattate per l’irrigazione agricola, il cui quantitativo è pari a circa la metà dell’acqua usata ogni anno all’interno dell’UE. Incrementare il riutilizzo delle acque nell’agricoltura potrebbe ridurre lo stress idrico del 5% all’anno.

Per garantire la sicurezza delle coltivazioni, le nuove norme introducono anche i requisiti minimi per la qualità dell’acqua, richiedono monitoraggi frequenti e obbligano gli impianti di trattamento delle acque reflue a elaborare dei piani di gestione dei rischi. Le autorità degli stati membri rilascerebbero i permessi per gli impianti di trattamento e controllerebbero il rispetto dei requisiti normativi.

Delle norme uniformi a livello europeo comporterebbero una parità di condizioni per gli operatori degli impianti di bonifica e gli agricoltori e rimuoverebbero gli ostacoli alla libera circolazione dei prodotti agricoli.