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La BERS ha previsto che l'economia slovena si contrarrà del 5,5% quest'anno a causa delle ricadute della pandemia di coronavirus, prima di rimbalzare del 5% nel 2021, in quella che è la prospettiva meno pessimista per il paese tra le varie istituzioni finanziarie. La banca,

con sede a Londra, ha ridimensionato le sue previsioni per il PIL sloveno di 8,3 punti percentuali rispetto allo scorso novembre, quando per il paese prevedeva nel 2020 una crescita del 2,8%.

Diverse altre previsioni nazionali e internazionali hanno riaggiustato le proprie prospettive e si aspettano quest'anno un calo dell'attività economica della Slovenia che va dal 6,2% al 16,1% previsto dalla Banca Centrale del paese; il 7% secondo Commissione Europea; 8% dall'FMI e l'8,1% previsto dall’IMAD, think tank del governo. La BERS si aspetta che il calo della produzione sarà guidato in larga misura da un significativo calo delle esportazioni di beni, che valgono circa l’80% del PIL: la Slovenia è tra i paesi monitorati dalla BERS uno dei più integrati nelle catene del valore globali, afferma il rapporto ripreso dallo Slovenia Times.

L'istituto ritiene pertanto che la ripresa economica del paese dipenderà in larga misura dalla riapertura delle economie in Europa e nel mondo, nonché dall'allentamento delle restrizioni interne e dal graduale ritorno alla normalità durante la seconda metà dell'anno. Le previsioni si basano infatti sull'aspettativa che la situazione si normalizzi nella seconda metà dell'anno. 

e invece le restrizioni alle imprese e alla vita pubblica dovessero durare molto più a lungo, la recessione di quest'anno sarà molto più profonda e ci vorranno anni prima che il PIL torni ai livelli di fine 2019. Alla luce di questo shock senza precedenti, l'economista capo della BERS, Beata Javorcik, ha invitato i paesi a non ricorrere a soluzioni nazionaliste e protezionistiche. (ICE LUBIANA)