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Il Governatore della Banca Centrale albanese, Gent Sejko, in una riunione tenutasi con i dirigenti delle banche e i rappresentanti delle imprese, ha dichiarato che le sfide che si stanno affrontando sono serie, sia in termini

di dimensioni che di complessità. La contrazione attesa sul PIL 2020 è la più seria mai registrata negli ultimi venti anni, accompagnata dall'aumento della disoccupazione, dal calo dei redditi e da difficoltà finanziarie per imprese e famiglie.

A livello microeconomico, il calo dei ricavi, il calo della liquidità e il peggioramento della solvibilità, metteranno alla prova la redditività finanziaria delle imprese. A livello macroeconomico, l'aumento del debito pubblico e privato metterà alla prova la sostenibilità dei saldi economici del Paese. Infine, l'impatto che il settore reale ha subito non passerà inosservato nel mercato finanziario o negli indicatori dell'attività del settore bancario. Le dimensioni e la complessità della crisi richiedono una risposta coerente e globale dalle autorità pubbliche.

Gli interventi fiscali, monetari e finanziari sono strumenti essenziali per stimolare la domanda aggregata, alleviare i problemi di liquidità ed evitare le conseguenze a lungo termine della crisi ma settore e bancario e imprese dovranno fare la loro parte per superare la crisi. La stabilità finanziaria va salvaguardata e non si potrà far gravare l'intero onere della crisi sul sistema bancario che dovrà trovare il giusto equilibrio tra il sostegno finanziario e la necessita di mantenere la salute dei propri bilanci. Il presidente dell'Associazione Albanese delle Banche, Silvio Pedrazzi, ha dichiarato che il settore bancario è disposto a sostenere i clienti in difficoltà ma ha chiesto maggiore chiarezza sui regimi di sostegno che saranno garantiti dal governo albanese da rendere più efficienti. 

La Presidente di UCCIAL (Unione nazionale delle Camere di Commercio albanesi), Ines Muçostepa, ha chesto che le imprese colpite dalla crisi siano sostenute da prestiti garantiti dal governo con interessi simbolici dello 0,2%. Dovrebbero beneficiare dello schema le imprese che hanno subito una perdita di fatturato di almeno 20% dopo lo scoppio della pandemia. Secondo Muçostepa, i pacchetti offerti finora dal governo hanno avuto una dimensione sociale, a tutela dei dipendenti, ma non forniscono assistenza economica alle imprese, per consentire l'assorbimento delle conseguenze della crisi e garantire la continuità dell'attività.

Inoltre, l'UCCIAL ha sollecitato una ulteriore proroga delle rate di prestiti esistenti per le imprese nei settori più colpiti dalla crisi fino a un anno. La crisi ha avuto gravi conseguenze per le imprese private. Finora, circa 60.000 posti di lavoro sono andati persi a causa della situazione creata e della cessazione dell'attività commerciale.

Nel frattempo, molte delle aziende che continuano la loro attività hanno registrato un forte calo delle entrate, a causa della cancellazione dei contratti, del calo degli ordini e della domanda esterna, ma anche delle difficoltà nelle forniture.  (ICE TIRANA)