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Anche se la fase critica legata alla pandemia sembra superata, la Polonia continua a stare al fianco dell’Italia e, attraverso gesti concreti che vengono dal cuore, vuole dimostrare la propria solidarietà e il proprio sostegno all’Italia, provata dalla

lotta contro il coronavirus. A mobilitarsi questa volta sono le città corrono in soccorso alle loro gemelle italiane. E così il sindaco della polacca Przemysl Wojciech Bakun ha deciso di aiutare la città gemellata Chivasso, nel Torinese. Con i fondi del comune ha acquistato mascherine protettive e ha lanciato un appello alle aziende private della sua città per una raccolta di soldi per acquistare dispositivi di protezione individuale da inviare agli abitanti di Chivasso. Mascherine e gel disinfettante sono giunti in questi giorni al sindaco di Chivasso Claudio Castello. Alla consegna era presente il console onorario di Polonia a Torino Ulrico Leiss De Leimburg.

In questo momento di emergenza e di difficoltà la Polonia è ben lieta di dar nuovamente prova del grande affetto e vicinanza che nutre per l’Italia e far vedere che non ha dimenticato la solidarietà dimostrata dagli amici Italiani nei momenti difficili della storia. La città di Chivasso ha infatti un lungo e importante legame storico con la Polonia. La Mandria di Chivasso, come tanti altri luoghi sul suolo italiano, ricorda le storie intrecciate di due nazioni, storie segnate da un profondo senso di solidarietà e dalla fratellanza d’armi, storie di due nazioni in cerca della libertà, indipendenza e unificazione nazionale. Decine di migliaia di soldati polacchi dell’armata austro-ungarica, prigionieri di guerra prima disseminati in diversi campi di prigionia sul territorio italiano, tra dicembre 1918 e giugno 1919 trovarono ospitalità alla Mandria di Chivasso e lì furono addestrati per far parte dell’Armata polacca in Francia, preparandosi a essere non solo soldati, ma anche cittadini della patria libera. La Mandria è un simbolo del punto di svolta nel cammino verso l’indipendenza della Polonia perché i polacchi che vi giungevano con la divisa dell’esercito austro-ungarico ripartivano con la divisa blu dell’Armata polacca in Francia, pronti a combattere per difendere la libertà del loro paese.

Nei mesi scorsi erano già arrivati in Italia aiuti da parte del governo polacco che aveva inviato in Lombardia medici, paramedici e dispositivi di protezione. In seguito si erano moltiplicate iniziative spontanee di soggetti privati, come quella dei coltivatori della cosiddetta super-frutta, cioè la frutta carica di vitamine che contribuiscono a rinforzare le difese immunitarie. I produttori polacchi hanno deciso di dividere con gli italiani quello che hanno di più prezioso: i frutti del loro lavoro. Hanno infatti voluto destinare parte di quanto da loro prodotto a medici, infermieri e altri operatori sanitari impegnati in prima linea nei reparti per malati di Covid-19 dei centri più colpiti, Torino e Bergamo, a dimostrazione del sostegno e della profonda ammirazione per l’inesauribile forza e lo spirito di sacrifico del personale sanitario italiano, accompagnando i loro prodotti da un messaggio di solidarietà e incoraggiamento rivolto al personale medico e paramedico italiano.

Gesti di solidarietà apprezzati, come testimonia l’intervista rilasciata dal dott. Libero Ciuffreda, direttore Oncologia Medica 1 alle Molinette di Torino.