La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

La responsabilità di organizzare e fornire cure sanitarie e sicurezza sociale appartiene in primo luogo ai governi nazionali. Il ruolo dell’UE è quello di integrare e sostenere gli stati membri negli sforzi per la salute degli europei, riducendo le disuguaglianze e tendendo a un’Europa che sostenga

ancora di più i diritti sociali.

Gli sviluppi del mercato del lavoro e la libera circolazione di persone e beni nel mercato interno richiedono un coordinamento delle politiche pubbliche della sanità. Le politiche UE per la sanità hanno aiutato i paesi a mettere le risorse in comune e ad affrontare sfide comuni come la resistenza antimicrobica, l’incidenza di malattie croniche prevenibili e l’impatto che ha avuto l’allungamento dell’aspettativa di vita sui sistemi sanitari.

L’UE pubblica raccomandazioni agli stati membri, sviluppa e approva leggi e standard per proteggere i cittadini, sia per quanto riguarda prodotti e servizi (medicinali, dispositivi medici, dispositivi medici elettronici) sia i pazienti (regole sui diritti dei pazienti alle cure nei paesi UE).

Coronavirus.   Durante la crisi di COVID-19, l'UE ha lavorato con gli stati membri per rafforzare i sistemi sanitari nazionali e limitare la diffusione del virus. L'UE ha assicurato la disponibilità di attrezzature protettive e sanitarie in tutta Europa, ha mobilitato risorse e sostenuto ricerca e innovazione per sviluppare trattamenti e azioni efficaci.

Il rafforzato programma UE per la salute.     Le politiche sanitarie europee sono finanziate dal programma 'UE per la salute', che incoraggia la cooperazione e promuove strategie per una buona salute e un efficiente sistema sanitario.

La pandemia del coronavirus ha dimostrato che cooperazione e coordinamento tra i paesi dell’UE sono indispensabili per affrontare le crisi. Nella risoluzione sul piano per la ripresa economica, gli eurodeputati hanno chiesto la creazione di un programma sanitario europeo autonomo. In risposta alle richieste del Parlamento, la Commissione ha proposto di investire 9,4 miliardi del bilancio a lungo termine del periodo 2021-2027 in un nuovo programma sanitario 'UE per la salute'. Il programma ha l'obiettivo di colmare le lacune rivelate dalla pandemia, migliorare la capacità dell'UE nel gestire le crisi e promuovere innovazioni e investimenti nel settore sanitario.

Il nuovo programma punta a proteggere le persone da gravi minacce sanitarie che si propagano oltre i confini nazionali, garantire la disponibilità di farmaci e dispositivi medici e rafforzare i sistemi sanitari nei paesi dell’Unione europea.

L'attuale programma sanitario del periodo 2014-2020 ha un bilancio di 450 milioni. I fondi per le politiche sanitarie arrivano anche dal programma Orizzonte 2020, dal Fondo sociale europeo plus (FSE+), dalla politica di coesione dell’UE e dal Fondo europeo per gli investimenti strategici.

Farmaci e dispositivi medici.   L’UE regola l’autorizzazione e la classificazione dei medicinali, grazie all’istituzione della reta europea di regolamentazione dei farmaci, una rete formata dall’Agenzia europea del farmaco, istituzioni nazionali e Commissione europea. Una volta che il farmaco è distribuito sul mercato, la sua sicurezza continua ad essere controllata.

Ci sono regole UE specifiche sui farmaci destinati a bambini, sulle malattie rare, sui prodotti per terapie avanzate e sullesperimentazioni cliniche.

Per restare al passo col progresso scientifico, migliorare la sicurezza e assicurare la trasparenza sono state adottate nel 2017 nuove regole sui dispositivi medici e i dispositivi medici per la diagnosi in vitro, come le valvole cardiache e le macchine da laboratorio.

Le regole sull’uso della cannabis terapeutica variano da stato a stato. Nel 2019 il Parlamento ha chiesto un approccio comune a livello UE e finanziamenti adeguati per la ricerca.