La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

Nella hall dell’impresa Altec (centro spaziale italiano situato alla periferia di Torino), due tende militari e un container coprono un laboratorio di analisi epidemiologica. È difatti a Torino che è stata installata l’unità mobile di B-Life (Biological Light Fieldable

laboratory for Emergency), creata dall’Università Cattolica di Louvain (UCL) su iniziativa del professore Jean-Luc Gala.

L’obiettivo è di condurre, su un periodo di quattro mesi, una campagna di test sierologici per studiare la propagazione del coronavirus in Italia. Il campione prioritario da analizzare comprende i carabinieri, i pompieri, i paramedici, il personale medico ed i volontari che hanno dato il proprio contributo durante la crisi sanitaria. I test sierologici permettono di stabilire se una persona abbia contratto il COVID-19 o meno tramite l’eventuale presenza di anticorpi nel sangue.

Questo tipo di test è molto utile alla fine di una crisi sanitaria, innanzitutto per rassicurare le persone, ma soprattutto per misurare il tasso reale di penetrazione del virus e di comprendere quali casi siano ancora sensibili. Più precisamente, B-Life utilizza i test sierologici creati dalla società Zentech, situata a Liège, ed è stata finanziata dall’Agenzia spaziale europea (ESA) per un importo pari a un milione di euro: il laboratorio mobile necessita un sistema di telecomunicazioni per entrare in contatto con degli specialisti, per esempio, oppure per realizzare delle mappe al fine di identificare focolai. In questo modo sarà dunque possibile ottenere immagini satellitari o dati relativi alla geolocalizzazione.  (ICE BRUXELLES)