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La carenza di farmaci e attrezzature mediche evidenziata dalla crisi sanitaria di COVID-19 è un problema in crescita per i sistemi sanitari nazionali e mette a rischio la salute dei pazienti. Ad aprile 2020 l’Alleanza degli ospedali universitari europei ha avvertito che la crescente richiesta da parte delle

unità di terapia intensiva di anestetici, antibiotici, rilassanti muscolari e farmaci “off-label” (cioè utilizzati per indicazioni diverse da quelle per le quali sono autorizzati) per curare COVID-19 potrebbe portare a un esaurimento delle scorte. Con il calo della produzione, problemi logistici, divieti di esportazione e stoccaggio dovuti all’attuale crisi sanitaria, è aumentato il rischio di carenze.

In una relazione adottata il 14 luglio 2020, la commissione parlamentare Ambiente e sanità ha chiesto “indipendenza” per la sanità europea. Nel testo i deputati chiedono di assicurare scorte, ripristinare la produzione locale di farmaci e garantire un miglior coordinamento europeo delle strategie sanitarie nazionali.

Quali sono le cause della carenza dei medicinali?    Tra il 2000 e il 2018 la carenza di farmaci nell’UE è cresciuta fino a venti volte. Secondo una nota della Commissione europea, la disponibilità di prodotti essenziali ampiamente usati continua a diminuire.

Le cause sono complesse e includono problemi di produzione, quote industriali e commercio parallelo legale (cioè l’importazione di farmaci da altri stati membri dove il prezzo è minore). Tra gli altri motivi ci sono epidemie e disastri naturali, che causano aumenti inattesi della domanda, e il costo dei farmaci, che viene stabilito a livello nazionale.

L’UE è sempre più dipendente da paesi terzi, in particolare India e Cina, per la produzione di principi attivi farmaceutici, materie prime chimiche e medicinali.

Dimensione geopolitica della carenza di medicinali.   80% dei principi farmaceutici attivi provengono da India e Cina; 40% dei farmaci che sono venduti in Europa provengono da Cina e India; Il 60% del paracetamolo, il 90% della penicillina e il 50% dell’ibuprofene nel mondo sono prodotti da India e Cina.

Quali soluzioni propone il Parlamento?    La relazione della commissione Ambiente e sanità identifica tre priorità per contrastare il problema. In primo luogo occorre ripristinare l’indipendenza dell’UE, garantendo scorte di farmaci e attrezzature. Bisogna anche rafforzare il coordinamento dell’UE, integrando le misure nazionali per garantire assistenza sanitaria accessibile e di alta qualità. Infine la relazione sottolinea che serve una più stretta cooperazione tra i paesi dell’UE.

Gli eurodeputati hanno accolto con favore il nuovo programma sanitario ‘UE per la salute’ che punta ad aumentare la disponibilità di farmaci e attrezzatura medica. Gli eurodeputati chiedono però più azioni a livello europeo per contrastare la carenza di farmaci, attraverso lo sviluppo di strategie sanitarie coordinate e innovative, tra cui l’uso di appalti congiunti per l’acquisto di farmaci.

Nella relazione la commissione chiede di identificare potenziali siti per una produzione farmaceutica dell’UE, che dia priorità a medicinali essenziali e strategici. Inoltre i deputati chiedono di introdurre incentivi finanziari per incoraggiare i produttori a stabilire la produzione in Europa e di sostenere investimenti nella ricerca. Viene chiesta anche la creazione di una “farmacia europea d’emergenza”, cioè una riserva d’emergenza dell’UE per ridurre il rischio di carenze. Tra le altre richieste ci sono lo scambio di buone pratiche sulla gestione delle scorte, assicurandotrasparenza e distribuzione equa, e un uso innovativo degli strumenti digitali per scambiare informazioni sulle carenze.

In una risoluzione adottata nel 2017, il Parlamento aveva già chiesto una migliore tracciabilità dei costi di ricerca e sviluppo, finanziamenti pubblici e spese di mercato per rendere i farmaci più accessibili.

Ad aprile 2020 la Commissione europea ha pubblicato orientamenti per contrastare la carenza di medicinali dovuta alla pandemia del coronavirus. La Commissione ha chiesto agli stati membri di sospendere i divieti di esportazione, evitare scorte a livello nazionale e aumentare e riorganizzare la produzione. Ha inoltre chiesto di assicurare un uso ottimale dei farmaci negli ospedali attraverso la redistribuzione delle scorte, considerare farmaci alternativi e ottimizzare le vendite nelle farmacie.

Una strategia farmaceutica UE.   La relazione chiede alla Commissione di affrontare il problema della disponibilità e accessibilità dei farmaci e della dipendenza dalle importazioni nella prossima strategia farmaceutica dell’UE. La strategia dovrebbe proporre misure per migliorare l’accesso a medicinali sicuri e a prezzi accessibili, sostenere l’innovazione nell’industria farmaceutica dell’UE, colmare le lacune del mercato (per esempio in merito ai nuovi antimicrobici) e ridurre la dipendenza diretta da paesi terzi per le materie prime.