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Con una dichiarazione congiunta dei Paesi fondatori ha preso recentemente il via la Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI) ospitata a Parigi dall’OCSE, che avrà il compito di garantire che l’intelligenza artificiale sia utilizzata in modo responsabile, nel

rispetto dei diritti umani e dei valori democratici. Il GPAI riunirà esperti del mondo industriale, dei governi, della società civile e del mondo accademico per condurre progetti di ricerca e progetti pilota sull’intelligenza artificiale.

Tra i Paesi fondatori anche Slovenia e Italia - insieme a Australia, Canada, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Messico, Nuova Zelanda, Singapore, Regno Unito, UE e USA – con l’obiettivo di colmare il divario tra teoria e pratica nelle politiche di utilizzazione dell’IA., come ad esempio nell’aiutare le società a rispondere alla crisi da Covid-19 e contribuire alla ripresa economica nella fase post-epidemica. Inizialmente il GPAI sarà composto da quattro gruppi di lavoro su IA responsabile, governance dei dati, futuro del lavoro, innovazione e commercializzazione.

L’essere basato presso l’OCSE consentirà al GPAI di creare un forte legame tra le politiche internazionali e l’esperienza acquisita dall’Organizzazione in tema di standard internazionali affidabili per l’IA. La prima delle riunioni plenarie annuali del gruppo multidisciplinare di esperti della GPAI si riunirà in Canada a dicembre 2020. (ICE LUBIANA)