La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

 

 La Sanità italiana si rafforza, anche per le emergenze collegate alla pandemia da Covid-19. E lo fa con il sostegno della banca della UE, la Banca europea per gli investimenti (BEI), che affiancherà il Governo italiano con un finanziamento di due miliardi di euro, pari circa i due terzi

delle risorse necessarie per gli interventi previsti dal “Decreto rilancio” nel settore sanitario.

È quanto annunciato a Roma, in occasione della firma delle operazioni tra BEI, Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Ministero della Salute e Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Sui due miliardi complessivi, una prima tranche di un miliardo è stata già perfezionata oggi.

Nel dettaglio il framework loan alla Repubblica Italiana sarà canalizzato attraverso il MEF. Il Ministero della Salute sarà parte attiva della realizzazione del progetto e il Commissario straordinario del governo è incaricato di dare attuazione ai piani regionali, anche avvalendosi di commissari delegati, nelle persone dei Presidenti di Regione. Tale struttura è considerata in grado di garantire il coordinamento e l'efficacia in termini di pianificazione, attuazione e monitoraggio dei progetti. L’operazione si inserisce nel contesto del “Decreto rilancio” del Governo italiano (convertito nella legge 77/2020), che prevede 3,25 miliardi di euro a sostegno del settore sanitario.

Per importo, si tratta di uno tra i maggiori prestiti finora concessi con una singola operazione nella storia ultrasessantennale della BEI nell’intera Unione europea. La durata del finanziamento è di 25 anni.

Il prestito finanzierà gli interventi inclusi nei piani di emergenza predisposti dalle Regioni in risposta alla pandemia; in particolare: rafforzamento della rete ospedaliera con 3.500 nuovi posti letto per la terapia intensiva, 4.225 in semi-intensiva, quattro strutture mobili per 300 posti di terapia intensiva, ristrutturazione di 651 pronto soccorso, materiali di consumo e attrezzature sanitarie, mezzi di trasposto sanitari e personale sanitario aggiuntivo, anche temporaneo, per 9.600 unità; supporto per l'assistenza territoriale, con il rafforzamento di infrastrutture e sistemi digitali per l’assistenza domiciliare e residenziale e per il monitoraggio da remoto, attivazione di centrali operative regionali per il monitoraggio dei pazienti.