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Sulla scia della crisi del coronavirus il commercio estero svizzero ha subito una contrazione record nel secondo trimestre dell’anno: rispetto ai primi tre mesi le esportazioni sono calate dell’11,5%, mentre le importazioni si sono contratte del 16,0%. La flessione è dovuta all’impatto

della pandemia sul mese di aprile, spiega l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato odierno. In maggio e giugno si è registrata invece una ripresa. Il trimestre in rassegna si chiude con un’eccedenza record di 9,6 miliardi di franchi. L’export è sceso a 50 miliardi di franchi, segnando il valore più basso dall’ultimo trimestre del 2016, con le vendite di orologi in caduta libera: -52%. Da parte loro le importazioni sono diminuite a 40,5 miliardi: in questo segmento va segnalato come l’Europa presenti il quinto trimestre consecutivo in flessione. (ICE BERNA - Corriere del Ticino)