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Le PMI sono vitali per l’economia dell’UE. Sostenerne lo sviluppo, sia all’interno del mercato unico sia al di fuori dell’UE, è quindi uno degli elementi fondamentali della strategia globale dell’Unione per la competitività. La Corte dei conti europea ha intrapreso

un audit per valutare la coerenza della strategia dell’UE in materia di internazionalizzazione delle PMI e l’efficacia delle misure adottate finora.

Le piccole e medie imprese (PMI) – ossia quelle che contano meno di 250 dipendenti – sono generalmente considerate la spina dorsale dell’economia. Nell’UE rappresentano due terzi dell’occupazione nel settore privato e generano circa la metà della produzione economica. Qualsiasi misura intesa a favorirne la crescita e a conferire una dimensione internazionale alle loro attività può quindi avere un forte impatto sull’occupazione e la crescita.

Rimangono tuttavia una serie di barriere che le PMI devono superare per poter essere più attive a livello internazionale e beneficiare degli scambi transfrontalieri. Fra queste, la scarsa conoscenza dei mercati esteri e delle opportunità commerciali, norme complesse e ostacoli amministrativi, nonché risorse insufficienti per operare a livello internazionale. Aiutare le imprese a superare questi ostacoli in maniera efficace è una priorità importante dell’UE, che prevede una serie di iniziative per rispondere alle esigenze delle PMI. Tra queste figurano, in particolare, la rete Enterprise Europe, l’iniziativa Startup Europe, il sostegno fornito dallo Strumento per le PMI e dai Fondi strutturali e d’investimento europei e altre iniziative nel quadro del programma per la competitività delle PMI (COSME).

“Le PMI sono la pietra angolare dell’economia europea. Inoltre, cosa ancora più importante, possono crescere e quindi contribuire ancora di più alla crescita dell’UE, accedendo a nuovi mercati all’interno e al fuori di essa”, ha dichiarato Ivana Maletić, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “È quindi fondamentale promuoverne la presenza nei mercati internazionali. Il nostro audit determinerà appunto se gli interventi dell’UE in questo campo abbiano dato frutto”.

L’UE ha definito una strategia e stabilito misure per sostenere le PMI e aiutarle a raccogliere i benefici del commercio e della cooperazione transfrontaliera. Nel 2008, lo “Small Business Act” ha avviato la politica globale dell’UE volta all’internazionalizzazione delle PMI, sia all’interno che all’esterno del mercato unico. Tre anni dopo, nella sua comunicazione “Piccole imprese, grande mondo”, la Commissione europea ha varato la strategia dell’UE per l’internazionalizzazione delle PMI. La strategia mirava ad apportare coerenza a numerose azioni e strumenti, aventi approcci e obiettivi diversissimi, per sostenere la crescita internazionale delle PMI europee. Inoltre, ha stabilito i princìpi che disciplinano le iniziative a livello UE in questo campo.

L’audit, che è appena iniziato, è incentrato sul sostegno dell’UE per aiutare le PMI ad accedere ai mercati internazionali. La Corte esaminerà come due azioni chiave gestite direttamente dalla Commissione europea (la rete Enterprise Europe e l’iniziativa Startup Europe) abbiano contribuito in maniera specifica a conseguire gli obiettivi dell’UE in questo campo. In particolare, valuterà: la coerenza della strategia dell’UE per l’internazionalizzazione delle PMI; l’efficacia del coordinamento delle azioni esistenti a livello dell’UE; in che misura completino le iniziative nazionali.