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Secondo i dati del 2019 sono 142 i paesi nel mondo che hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica, lasciando a 56 il numero dei paesi che ancora praticano esecuzioni capitali. Sono state almeno 657 le esecuzioni registrate in 20 paesi

(escludendo la Cina, dove si crede che siano migliaia le sentenze eseguite), mentre sono oltre 25mila le persone nel braccio della morte. Il numero di esecuzioni nel 2019 è stato il più basso dell'ultimo decennio. Nel 2018 le esecuzioni erano state 690, mentre nel 2017 ne erano state eseguite 993.

Circa l’86% di tutte le esecuzioni registrate nel 2019 ha avuto luogo in quattro paesi - Iran, Arabia Saudita, Iraq e Egitto. Tali stime sono ignote per la Cina, che protegge questi dati con il segreto di stato. (Fonte: Amnesty International)

C’è una forte opposizione contro l’abolizione della pena di morte in Asia, nel mondo arabo e negli Stati Uniti. Tuttavia quattro quinti dei 55 paesi in Africa hanno abolito la pena di morte o hanno stabilito delle moratorie.

Come l’UE combatte la pena di morte.   Come parte del suo impegno per difendere i diritti umani, l’Unione europea è il più grande donatore nella lotta contro la pena di morte nel mondo. Tutti i paesi europei hanno abolito la pena di morte in linea con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

L’UE combatte la pena di morte in molti modi. Ad esempio vieta il commercio di merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte e utilizza le politiche commerciali per incoraggiare il rispetto dei diritti dell’uomo. Inoltre supporta le organizzazioni della società civile nei paesi che ancora applicano la pena di morte, facendo un lavoro di documentazione e di sensibilizzazione.

L’Unione europea, come osservatore permanente dell’ONU, sostiene convintamente tutte le azioni che pongono fine alla pena di morte dove è ancora praticata.

Il Parlamento europeo adotta le risoluzioni e ospita i dibattiti che condannano le azioni dei paesi che ancora utilizzano la pena capitale. Una risoluzione del 2015 sulla pena di morte condannava il suo uso per sopprimere l’opposizione, oppure per ragioni di credo religioso, omosessualità e adulterio.

La Bielorussia è l’unico paese del continente europeo che continua a praticare le esecuzioni capitali. In Russia c’è invece una moratoria.