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Hanno partecipato all’operazione circa 520 investitori per una domanda complessiva pari a oltre 83 miliardi di euro. I fund manager si sono aggiudicati il 59,9% dell’emissione, mentre il 20,3% è stato sottoscritto da banche. Significativa la partecipazione degli investitori con

un orizzonte di investimento di lungo periodo, quali i fondi pensione e le assicurazioni, che hanno acquistato il 10,2%, mentre il 4,2% è stato assegnato a banche centrali e istituzioni governative. Agli hedge fund è stato allocato il 4,4% dell’ammontare complessivo, mentre le imprese non finanziarie hanno partecipato all’emissione con una quota residuale pari all’1%.

La distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di oltre 40 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati oltre i tre quarti dell’emissione (il 76,9%), mentre gli investitori domestici ne hanno sottoscritto il 23,1%. Tra gli investitori esteri, la quota più rilevante del collocamento, pari al 61,5%, è stata sottoscritta da investitori europei, provenienti in particolare da Regno Unito (25%), Germania, Austria e Svizzera (12,8%), Paesi Scandinavi (8,2%), Francia (7,3%), penisola iberica (6,6%), e altri paesi europei (1,6%). La restante quota dell’emissione, pari al 15,4%, è stata collocata al di fuori dell’Europa, in particolare negli Stati Uniti e Canada (13,8%), mentre la quota residuale dell’1,6% è stata collocata in Asia e in Medioriente (0,8%), e presso altri paesi extraeuropei (0,8%).

La transazione è stata effettuata tramite la costituzione di un sindacato di collocamento composto da Crédit Agricole Corp. Inv. Bank, Deutsche Bank A.G., Goldman Sachs Int. Bank, Intesa Sanpaolo S.p.A e JP Morgan Securities PLC, che hanno partecipato in veste di lead manager, mentre tutti gli altri Specialisti in titoli di Stato sono stati coinvolti come co-lead manager dell’operazione.