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La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha previsto una contrazione del 7,5% del PIL sloveno nel 2020, peggiorando così la previsione di maggio di 2 punti percentuali. Una ripresa parziale è prevista nel 2021, quando l'economia dovrebbe crescere del 3,5%,

rispetto al 5% delle previsioni di maggio. La BERS ha scritto che l'economia slovena aveva già iniziato a raffreddarsi nel 2019 ma quest'anno è in corso una dura recessione, principalmente a causa del lockdown e conseguenti interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali. Essendo un'economia piccola e aperta, la Slovenia è molto esposta agli sviluppi economici dei suoi principali partner commerciali, in particolare le grandi economie della zona euro. Nel primo trimestre dell'anno il PIL è sceso del 2,5% a livello annuale, che secondo la BERS è stato uno dei maggiori cali nella regione. Nel secondo trimestre, quando la crisi ha colpito in pieno, la contrazione ha sfiorato il 13%.

Le esportazioni, che generano normalmente il 70% del PIL del Paese, sono diminuite del 12% nella prima metà dell'anno. Il settore colpito più duramente è stato il turismo, che di solito rappresenta il 7% del PIL. Secondo la Banca Europea gli arrivi di turisti sono diminuiti di circa l'80% nei primi sei mesi. L'economia slovena si è quindi contratta dell'8,3% nella prima metà dell'anno. La disoccupazione è invece cresciuta solo moderatamente, del 4,7%, principalmente grazie alle misure di stimolo. Il disavanzo delle finanze pubbliche dovrebbe raggiungere il 9,3% dopo l'adozione di misure di stimolo che ammontano a circa il 13% del PIL. (ICE LUBIANA)