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Giovani, innovative, eclettiche. Sono questi i tratti comuni delle 119 startup italiane selezionate nell’ambito della seconda edizione del Global Start Up Program (GSUP). Una rampa di lancio messa a disposizione dell’estro imprenditoriale delle

giovani aziende italiane che desiderano migliorare l’efficacia del proprio business model e accrescere il know how gestionale e finanziario trascorrendo 8 settimane, a partire da ottobre 2020, presso alcuni tra i più qualificati acceleratori esteri per elevare i livelli di competitività nell’acceso confronto internazionale.

Il Global Start Up Program si inserisce nel quadro di una strategia complessiva realizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia ICE, volta a sostenere con sempre più efficacia le nostre imprese sui mercati internazionali, soprattutto in questa difficile fase di emergenza sanitaria, con un’attenzione prioritaria alla promozione del Made in Italy (da ultimo tramite lo strumento del “Patto per l’Export”), al contempo rafforzando la diplomazia economica  quale componente essenziale della nostra politica estera.

 All’edizione del 2019 del Programma avevano partecipato 89 startup che hanno frequentato un corso di formazione specialistica in Italia per poi trascorrere un periodo di incubazione-accelerazione all’estero, tra Cina, Corea del Sud, Giappone, Regno Unito, Slovenia e Stati Uniti d’America. La nuova edizione, vedrà interessati alcuni Paesi già coinvolti nella prima edizione quali Cina, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America ed un gruppo di Paesi al loro esordio che comprende Argentina, Francia, Germania, India, Emirati Arabi Uniti ed Israele. Il programma in Israele è oggetto di bando separato pubblicato dall’Ambasciata d’Italia in Israele in collaborazione con l’Agenzia ICE. Durante il periodo di accelerazione le startup saranno coinvolte in attività di mentoring, eventi di networking, incontri con investitori e corporate. Il programma prevede inoltre la possibilità, per le startup, di partecipare, anche in forma collettiva, alle più importanti manifestazioni internazionali in tema di innovazione digitale e nuove tecnologie.

Le 119 aziende ammesse al progetto, dopo un’accurata selezione operano prevalentemente nell’universo dell’ICT (49%) cui seguono i settori del life sciences (11%) delle smart cities e la domotica (10%), smart agriculture al food tech (8%). Completano il quadro la robotica e industria 4.0, circular economy, aerospazio e automotive. Uno spaccato del nuovo corso dell’imprenditoria nazionale, che ben si allinea all’esigenza di ripensare i paradigmi di un’economia che guarda alla digitalizzazione e alle nuove tecnologie come volano di crescita: gli investimenti in ricerca e sviluppo costituiscono il motore per consolidare e acquisire posizioni economiche a livello nazionale ed internazionale. Rispetto alla distribuzione geografica, circa il 30% delle aziende arriva dalla Lombardia, seguita dal Lazio e dall’Emilia Romagna, a cui appartengono rispettivamente il 17% e il 12% delle startup. Campania e Veneto registrano la stessa percentuale pari al 7%. Seguono Piemonte, Liguria, Trentino, Toscana, Sicilia, Sardegna, Puglia, Marche, Basilicata, Calabria e Umbria

Alla selezione delle imprese hanno lavorato con determinazione e grande attenzione i rappresentanti del Ministero delle Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI – con funzione di presidenza della Commissione esaminatrice), di Agenzia ICE, del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), Ministro per l'Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione (MID) e di CDP Venture Capital SGR / Fondo Nazionale Innovazione.