La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

I TWEET

@FinestPN ha distribuito utili afferenti all’esercizio 2019 pari a 132,7mila euro https://t.co/I0uOByl4PN’esercizi… https://t.co/SilPDRScyn
RT @BartoliniCaccia: Il #gregge di #pecore e la “#bomba” #pandemica Come un gregge impazzito. Appena il ci danno liberà siamo un popolo fuo…
Risoluzione bancaria nell’Ue: l’informativa sui rischi relativi al 2019 adeguata, ma potenziali rischi per il futur… https://t.co/Al7bqTXk4I

Il Parlamento Europeo chiede che il divario digitale nell’UE venga colmato in quanto la pandemia ha aggravato le disuguaglianze tra gli Stati, spesso rendendo difficile l’accesso all’istruzione. La risoluzione è stata approvata giovedì scorso con 593 voti favorevoli, 58 contrari e 36 astensioni.

Il PE condanna le “gravi discrepanze” in termini di accesso all’istruzione che si sono verificate nei Paesi UE durante il lockdown, con una alta percentuale di alunni, che arriva al 32% in alcuni Paesi, che non hanno avuto accesso all’istruzione per diversi mesi. I deputati temono che tale perdita di apprendimento possa ridurre i futuri livelli di reddito della generazione colpita e che possa produrre un impatto potenzialmente negativo sulla crescita della produttività del lavoro e sulla competitività dell’UE nel complesso.

Colmare il divario deve essere, dunque, una preoccupazione immediata e la Commissione deve dare priorità ad investimenti mirati nelle infrastrutture per migliorare la connettività a livello europeo, in particolare nelle zone rurali e remote, e per aumentare l’accesso alle apparecchiature digitali. Inoltre, si deve investire nelle opportunità di aggiornamento e di sviluppo professionale per gli insegnanti e i formatori.

Rinforzare gli investimenti per prepararsi ad una seconda ondata.   Parlando a nome della commissione per la cultura e l’istruzione durante il dibattito prima della votazione in plenaria, Victor Negrescu (S&D, RO) ha affermato: “Molti Paesi sono ancora impreparati alla seconda ondata che sta colpendo l'Europa. Si dovrebbe fare di più per garantire a tutti l'accesso a un'istruzione e a una formazione di qualità, e per questo dobbiamo investire nell'istruzione. Ci rammarichiamo profondamente che il Consiglio proponga tagli ai programmi che sostengono l'istruzione e la formazione. Ribadiamo la richiesta di triplicare il bilancio del programma Erasmus+. Incoraggiamo gli Stati membri ad aumentare significativamente la spesa pubblica per l'istruzione. La Commissione deve dare priorità agli investimenti nell'istruzione nel piano di ripresa".

Una visione coraggiosa per lo spazio europeo dell’istruzione.   Il PE critica la mancanza di coordinamento e di scambio di buone pratiche a livello europeo e invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare strettamente per ridurre al minimo i rischi sanitari. La Commissione dovrebbe fornire una piattaforma che consenta agli Stati membri di condividere le buone pratiche e trasformare lo spazio europeo dell’istruzione “da una visione approssimativa basata su principi generali in un programma di lavoro concreto”.