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Le agenzie dell’UE svolgono un ruolo sempre più importante nell’Unione, ma bisogna valutare con più attenzione in che modo possono servire efficacemente i cittadini dell’UE. Questa è la conclusione della relazione pubblicata dalla Corte dei conti europea.

La Corte ha certificato l’affidabilità dei conti 2019 di tutte le agenzie dell’UE, tranne due, e ha confermato i risultati positivi degli anni passati. Per la prima volta, la Corte ha anche valutato in che misura l’UE aveva creato le condizioni affinché le agenzie potessero attuare le sue politiche a favore del bene pubblico. A giudizio della Corte, vi è bisogno di maggiore cooperazione e lavoro di rete, nonché di maggiore flessibilità nell’istituzione, nel funzionamento e nell’eventuale chiusura delle agenzie.

Come ogni anno, la Corte ha esaminato la gestione finanziaria di tutte le agenzie dell’UE, rilevando che i conti di ciascuna di esse erano sufficientemente buoni”, ha affermato Alex Brenninkmeijer, il membro della Corte responsabile delle relative relazioni. “Per la prima volta, la Corte ha inoltre analizzato le modalità con le quali le agenzie contribuiscono nel complesso all’attuazione delle politiche dell’UE e alla cooperazione nell’interesse dei cittadini. La Corte suggerisce di potenziare la cooperazione delle agenzie al fine di svilupparle quali centri UE di competenza e di creazione di reti”.

Gestione finanziaria Nel complesso, la Corte ha confermato le risultanze positive comunicate negli scorsi anni. La Corte ha formulato un giudizio positivo sui conti 2019 di tutte le 41 agenzie controllate: detti conti presentano un’immagine fedele della situazione finanziaria, delle operazioni e dei flussi di cassa di ciascuna di esse, in linea con le norme contabili. Analogamente, non ha rilevato quasi alcun problema di legittimità e regolarità nelle operazioni relative alle entrate e ai pagamenti delle agenzie, a parte alcune problematiche inficianti i pagamenti effettuati dall’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia (ACER) e dall’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO). La Corte evidenzia la necessità che le agenzie migliorino ulteriormente la gestione finanziaria, concentrandosi, tra l’altro, su appalti pubblici, conflitti d’interesse e procedure di assunzione.

Performance Avendo in passato concentrato la propria analisi sulla performance delle singole agenzie, la Corte ha adesso individuato due criteri-chiave che tutte le agenzie dell’UE devono rispettare per contribuire con più efficacia alle politiche dell’UE.

In primo luogo, la Corte ha verificato se il ciclo di vita delle agenzie sia abbastanza flessibile da servire il pertinente settore d’intervento dell’UE e la cooperazione europea in un contesto globale mutevole. A tale riguardo, ha constatato la scarsa flessibilità delle procedure con cui le agenzie sono istituite, operano e, se necessario, vengono chiuse. In alcuni settori d’intervento opera più di una agenzia, il che può dar luogo a sovrapposizioni tra i rispettivi mandati e/o le rispettive attività.

In secondo luogo, la Corte ha esaminato in che misura le agenzie fungano da centri di competenza e di creazione di reti per l’attuazione delle politiche dell’UE, constatando che le potenzialità delle agenzie non vengono sfruttate pienamente. Presso alcune agenzie, la Corte ha rilevato meccanismi di governance eccessivamente complessi o deboli. Ad esempio, i consigli d’amministrazione di alcune agenzie hanno molti membri, e ciò rischia a volte di produrre inefficienze nel processo decisionale e notevoli costi amministrativi. Per di più, anche se la composizione dei consigli d’amministrazione permette di tener conto di molti punti di vista nazionali, non garantisce un impegno da parte degli Stati membri.

Dall’audit è emerso, inoltre, che alcune agenzie avrebbero potuto svolgere il proprio ruolo in modo più completo se avessero goduto di maggiore sostegno da parte degli Stati membri, del settore in cui operano, della Commissione o di altre agenzie. Infine, la Corte ha constatato che il contributo delle agenzie alle politiche dell’UE e alla cooperazione, sebbene pertinente, non viene misurato e comunicato in modo chiaro al pubblico. Anche la visibilità internazionale è limitata, nonostante alcuni buoni risultati, ad esempio, nei settori dell’aviazione e della cooperazione giudiziaria.

Alcuni rischi segnalati dalla Corte hanno implicazioni sia da un punto di vista finanziario che della performance: ad esempio, l’inadeguatezza, in alcuni casi, delle risorse umane e finanziarie. Alcune agenzie sono eccessivamente dipendenti da contraenti esterni per funzioni essenziali, il che comporta rischi connessi agli appalti pubblici. Altre potrebbero non essere sufficientemente reattive, per ragioni di regolamentazione o di governance, nell’adattare i propri programmi di lavoro o la propria dotazione finanziaria a contesti che mutano rapidamente. Infine, alcune agenzie hanno una carenza cronica di risorse, mentre altre non sono in grado di utilizzare interamente le proprie dotazioni finanziarie annuali.

In generale, la Corte raccomanda alla Commissione e alle agenzie di: ovalutare con più attenzione la coerenza delle agenzie nel corso del loro ciclo di vita, ed adeguare le risorse di conseguenza; ovalutare le inefficienze nel campo della governance e migliorare la rendicontabilità e la comunicazione sulla performance, affinché siano incentrate non soltanto sulle attività delle agenzie, ma anche sul contributo di ciascuna di esse all’attuazione delle politiche;  facilitare gli sforzi compiuti dalle agenzie per fungere pienamente da centri di competenza e di creazione di reti nei rispettivi settori d’intervento.