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Spinto da minacce come il cambiamento climatico, Singapore ha deciso di produrre localmente il 30% del suo cibo entro il 2030, per migliorare la propria sicurezza alimentare.  Gli esperti di sicurezza alimentare ritengono che il paese sia lontano dal suo obiettivo “30 per 30”,

fissato l'anno precedente. Pero’ anche riuscendo a raggiungere questo obiettivo in 10 anni, si dipendera’ comunque dal resto del mondo per il restante 70%. Se tutto procedera’ secondo le previsioni, cio’ dovrebbe essere sufficiente al massimo per creare un buffer. 

Secondo le stime di un anno fa a Singapore sono presenti 220 aziende agricole che producono principalmente verdure a foglia, pesce e uova. Milioni di dollari vengono investiti in questa crescente industria agroalimentare, ma il risultato ad oggi si attesta a meno del 10% del bisogno di cibo necessario, il resto viene ancora importato da oltre 170 paesi.  (ICE SINGAPORE)