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Forte rimbalzo dei consumi di energia (+18%) e delle emissioni di CO2 (+20%) nel III trimestre 2020 rispetto ai minimi raggiunti nel trimestre precedente, come conseguenza della ripresa del ciclo economico (PIL +16%, produzione industriale +18%). Lo evidenzia l’ultimo numero dell’Analisi trimestrale del

sistema energetico nazionale dell’ENEA che rimarca un netto miglioramento (+42% nei primi 9 mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2019) dell’indice ISPRED che monitora sicurezza, prezzi ed emissioni, grazie all’avvicinamento dei prezzi dell’energia elettrica italiani a quelli europei e al forte calo delle emissioni (-14%).

L’Analisi mette inoltre a fuoco le criticità nel settore della raffinazione del petrolio, con ripercussioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti, e il crescente disavanzo commerciale nel campo delle tecnologie green (+40% nella prima metà del 2020 rispetto all’anno precedente).

Nello scenario complessivo emergono anche segnali positivi e, in particolare, il calo delle emissioni che “con questo andamento consente di prevedere, per fine 2020, una traiettoria coerente con gli obiettivi di riduzione al 2030”, dichiara Gracceva. Più complessa, invece, la situazione per le fonti rinnovabili “dove il persistente rallentamento nella costruzione di nuovi impianti incide negativamente sul raggiungimento degli obiettivi al 2030”, sottolinea l’esperto.

Più in dettaglio, l’Analisi evidenzia che, in termini di fonti energetiche, i minori consumi del III trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 (-7%) derivano in gran parte dal calo della domanda di petrolio (-12%) e in misura minore dal carbone (-30%) e dalle importazioni nette di elettricità (-26%). Sostanzialmente stabile la domanda di gas (-1%). L’unica variazione positiva riguarda le fonti rinnovabili (+2%).

Inoltre, sempre nel III trimestre, i consumi di energia elettrica sono diminuiti del 3% rispetto allo stesso periodo del 2019, soprattutto a causa del dato di luglio (-7%) con una domanda tornata a settembre ai livelli dello scorso anno. La produzione nazionale si è ridotta meno della domanda sulla rete in conseguenza della drastica riduzione delle importazioni, mentre le fonti rinnovabili tornano a una quota inferiore al 40% della richiesta, dopo il record del 50% del II trimestre.