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La Corte dei conti europea ha intrapreso un audit per verificare se l’UE e gli Stati membri che la compongono realizzino reti 5G sicure in modo tempestivo e concertato. L’audit segue la recente analisi della Corte sulla risposta dell’UE alla strategia cinese di investimenti, in cui

la sicurezza del 5G era stata segnalata come aspetto problematico. La Corte esaminerà l’impostazione del 5G nell’UE, il sostegno della Commissione europea agli Stati membri, nonché come questi ultimi abbiano introdotto il 5G e tenuto conto dei problemi di sicurezza. L’attenzione verterà sulla sicurezza delle reti, includendo la cibersicurezza e il materiale hardware.

Il modo in cui il 5G sarà offerto nell’UE influirà su molti aspetti della vita dei cittadini, grazie a sviluppi quali la sanità elettronica, le automobili intelligenti e le reti elettriche intelligenti. Il 5G avrà ripercussioni anche sull’opera di digitalizzazione in Europa e, data la sua natura transfrontaliera, sul funzionamento del mercato unico”, ha dichiarato Annemie Turtelboom, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “È indispensabile, pertanto, che questa nuova fondamentale tecnologia trovi una realizzazione rapida, sicura e concertata”.

La quinta generazione di sistemi di telecomunicazione mobili e senza fili (5G) offre una connessione superveloce che supporta, oltre ai singoli utenti, un ingente numero di dispositivi e oggetti connessi, cioè l’apparato noto come “Internet delle cose” (Internet of things). Si compie in tal modo un balzo rivoluzionario rispetto agli standard precedenti delle reti 3G e 4G. Secondo uno studio della Commissione europea, con l’introduzione delle capacità della rete 5G si otterranno benefici del valore di 113 miliardi di euro all’anno in quattro importanti settori strategici: automobilistico, sanitario, dei trasporti ed energetico. Lo studio indica inoltre che, negli Stati membri, gli investimenti per il 5G creeranno probabilmente 2,3 milioni di posti di lavoro.

Un altro motivo per cui il 5G richiede un approccio concertato a livello di UE è, tuttavia, che la sua infrastruttura e le potenziali minacce per la sicurezza implicate hanno un carattere transfrontaliero. Qualsiasi vulnerabilità significativa o incidente di cibersicurezza riguardante le reti in uno Stato membro si ripercuoterebbe su tutta l’UE. Negli ultimi anni, l’UE ha destinato a progetti per il 5G negli Stati membri finanziamenti consistenti, tra cui prestiti dalla Banca europea per gli investimenti. Il piano d’azione dell’UE prevedeva il varo dei servizi 5G in tutti gli Stati membri entro la fine del 2020; a ottobre di quest’anno, il 5G era disponibile in 17 paesi dell’UE e nel Regno Unito. Eventuali ritardi nel raggiungere un’appropriata copertura 5G, così come i problemi di sicurezza, potrebbero avere enormi implicazioni per la competitività e l’indipendenza strategica dell’UE.