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Malgrado la chiusura delle boutiques e dei grandi magazzini le marche del lusso francesi hanno resistito durante i due confinamenti grazie all’e-commerce e al mercato cinese, due leve di crescita che dovrebbero continuare a sostenere l’attività di un settore che ha provato la

propria capacità di resistenza, ma che deve trarre insegnamento dalla crisi e intraprendere azioni “verdi” per l’avvenire ecologico della filiera e la riduzione del suo impatto ambientale.

Il mercato francese del lusso è diminuito del 23% nel 2020, rispetto al 2019, secondo Bain & Co, il più forte calo dal 2009 non solo a causa della chiusura dei punti vendita, ma anche del quasi arresto del trasporto aereo e dei turisti, in un mercato in cui il “travel retail” pesa molto soprattutto per accessori, alcolici, profumi e cosmetici. L’e-commerce e in maniera più ampia il digitale, è una delle soluzioni che dovrebbero permettere di affrontare il futuro: il canale che pesa attualmente il 12% delle vendite mondiali del lusso, dovrebbe salire al 35% del giro d’affari, secondo Bain & Co. (ICE PARIGI)