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La Rilevazione sull’IT nel settore bancario italiano – Profili economici e organizzativi per il 2019 mostra una prosecuzione del trend di crescita della spesa IT, riscontrato a partire dal 2014. Hanno partecipato alla Rilevazione 19 gruppi bancari e 38 banche,

di cui sei non appartenenti a gruppi o appartenenti a gruppi non esaminati. Il campione “gruppi” rappresenta complessivamente l’86,1% dell’insieme dei gruppi bancari italiani in termini di totale attivo . Dal punto di vista dell’operatività bancaria, la maggior parte dei gruppi svolge prevalentemente attività di tipo retail, che mediamente costituisce il 64,5% dell’operatività complessiva.

Gruppi bancari.    Il 2019 segna un aumento dell’impegno economico sostenuto dai gruppi bancari per l’IT: l’andamento del Total Cost of Ownership - TCO (spese correnti più ammortamenti) complessivo, con riferimento a un campione costante di 18 gruppi, si attesta a 4.478 milioni di euro, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2018. Per i gruppi Principali, che assorbono oltre i due terzi dei costi totali, l’aumento del TCO risulta più contenuto (+1,22%); i gruppi Medi presentano una crescita leggermente superiore (+2,07%) mentre i gruppi Altri registrano la percentuale di incremento più elevata (+8,49%). Le previsioni del TCO per il 2020, sempre a campione costante, confermano il trend positivo, con un ulteriore aumento dell’1,7%. L’incremento del TCO segnalato da 12 gruppi risulta prevalentemente connesso con l’avvio di nuovi progetti e l’aumento dell’operatività; i fattori che hanno maggiormente influito sulla riduzione dei costi IT, per i sette gruppi che l’hanno segnalata, sono, per tutti, la realizzazione di risparmi su prodotti, servizi e consumi IT e, per alcuni, la sospensione o il differimento di attività IT e la limitazione del budget.

Nel 2019 i costi di integrazione per operazioni di fusione/incorporazione sono stati sostenuti da tre gruppi per un importo complessivo di 42,3 milioni di euro e solo due prevedono di sostenerne nel 2020. La ripartizione del TCO per aree tematiche conferma che le maggiori quote dei costi IT sono assorbite dalle aree Applicazioni (51,8%) e Data Center (20%). Gli investimenti si concentrano soprattutto nell’area Applicazioni (72,7%), seguita da Sistemi periferici (11,4%), mentre il Data Center si limita a un 8,2%; gli investimenti in Sicurezza IT rappresentano il 5,8% del totale. La ripartizione del TCO per fattori produttivi evidenzia che il 53,1% dei costi IT complessivi è destinata a Servizi da terzi, mentre l’altra metà è ripartita tra Software (23,7%), Personale interno (12,9%) e Hardware (8,8%). Per i gruppi in Outsourcing la quota per Servizi da terzi rappresenta il 77% del TCO; tale quota scende al 29% per i gruppi in Insourcing e si attesta al 60% per quelli in Facility Management.

Si conferma il trend in crescita già rilevato negli ultimi anni per Servizi da terzi, per i quali la quota destinata al public cloud rappresenta in media il 3,3%. Come negli anni precedenti, nella suddivisione per aree funzionali3 del cash out IT (spese correnti più investimenti), che ammonta a 4.971 milioni di euro, la quota principale, pari al 50,6%, è impiegata nei processi dell’area Operations; seguono i Processi di supporto (22,3%) e i Processi di marketing, commerciali e customer service (16,7%) e, da ultimo, i Processi di governo (10,5%). Le attività orientate al Business assorbono i due terzi del cash out IT, mentre un terzo è destinato alle attività di supporto e governo dell’azienda, indicate come Functions. Il 60% del cash out IT è impegnato per la gestione corrente (run) e il 40% è dedicato all’innovazione (change). Con riferimento ai costi per la Sicurezza IT, emerge una quota media di cash out IT pari al 3,4%. Alcuni gruppi hanno integrato il valore fornito con una stima percentuale relativa a spese per la sicurezza informatica che non è stato possibile scorporare; la media di cash out, comprensiva dei valori stimati, si attesta al 4,2%, valore che appare ancora sottostimato. La quota riservata agli interventi informatici per la compliance rappresenta, in media, il 12,67% del totale del cash out IT.

L’ambito che ha assorbito la maggior quota di spesa è quello della Normativa sui servizi di pagamento, seguito da Vigilanza Banca d’Italia/BCE/EBA e Normativa dei mercati finanziari. Il trend del TCO e del cash out IT si riflette anche sull’andamento degli indicatori di costo, calcolati confrontando i costi IT con le principali grandezze di conto economico e operative. Tali indicatori sono stati elaborati anche suddividendo il campione per classe dimensionale e per modello di sourcing IT. L’analisi sui profili organizzativi evidenzia che il 37% dei gruppi bancari mantiene internamente il governo delle infrastrutture e delle applicazioni, identificandosi nel modello Insourcing, il 37% si colloca nel modello Facility Management, il 5% nel modello Outsourcing e il 21% in Full outsourcing con un unico fornitore. I gruppi Principali sono prevalentemente caratterizzati da un assetto Insourcing, tra i Medi prevale il Facility Management, mentre i gruppi Altri si orientano verso una gestione IT esterna con unico fornitore. La metà dei gruppi che affidano all’esterno la gestione delle infrastrutture e/o delle applicazioni si rivolge a un vendor IT, un quarto ha costituito una joint venture con vendor IT e un quarto si affida a una componente del gruppo esterna al perimetro CIPA o a un consorzio di banche. Analizzando le modalità di sourcing IT per aree tematiche, si osserva che i gruppi mantengono prevalentemente all’interno le attività di sviluppo ed evoluzione dei servizi IT per Sistemi decentrati e dotazioni individuali, Applicazioni e Server Farm; risultano generalmente affidati a un fornitore esterno POS, Reti dati/fonia fissa e Fonia mobile e ATM/chioschi.

Per quanto riguarda i servizi applicativi, emerge che i gruppi tendono a mantenere all’interno i servizi per l’ICT Governance, la Intranet aziendale, la Sicurezza informatica e il Procurement; tra i servizi in Outsourcing spiccano Monetica e Gestione carte. L’utilizzo del cloud, seppure in lieve aumento rispetto all’anno precedente, risulta ancora contenuto e spesso limitato alla tipologia private; il ricorso al public cloud si registra principalmente per i servizi di Posta elettronica e Social aziendale. Sedici gruppi includono nella propria strategia IT il ricorso ad aziende fintech: sei vi collaborano in forma continuativa e dieci in modalità occasionale. Per tutti la collaborazione avviene sulla base di accordi commerciali - affiancati da altri strumenti quali partecipazioni ad hackathon, acceleratori, incubatori - e soprattutto nell’ambito dei Servizi di pagamento e dei Servizi bancari e finanziari. I paradigmi tecnologici più utilizzati in tali ambiti sono le Open API; interessante il ricorso all’Intelligenza Artificiale per il Contact Center, Gestione della regolamentazione e Cyber Security e della Robot Process Automation (RPA) per Servizi di investimento e Credito. A proposito dell’Open Banking, non sono numerosi i gruppi che hanno avviato nel 2019 iniziative per la realizzazione di servizi a valore aggiunto (pagamenti P2P, servizi di pagamento su piattaforme e-commerce, account aggregation, open API marketplace). Tali iniziative aumentano decisamente in prospettiva nel biennio 2020-2021, anche con il ricorso al fintech come già evidenziato, per quasi tutti gli ambiti, con un incremento dell’utilizzo di piattaforme multi-operatore.

Nel 2019 il 63% del campione ha fornito servizi IT anche all’esterno del gruppo, esclusivamente in ambito nazionale. I servizi riguardano prevalentemente il Disaster Recovery, la gestione della Server Farm, la gestione dei Sistemi decentrati e dotazioni individuali e lo Sviluppo e manutenzione delle applicazioni. La Gestione dei canali di contatto con la clientela, nell’area marketing, si conferma già da qualche anno il processo maggiormente interessato da interventi di innovazione: oltre il 50% dei gruppi ha introdotto nuovi prodotti o servizi e il 30% ha migliorato quelli esistenti.

Nell’area Operations, al primo posto si colloca il processo Incassi e pagamenti; per quanto riguarda i Processi di governo emergono Gestione del rischio e Gestione della compliance; tra i processi di Supporto spiccano Gestione dei sistemi informativi e telecomunicazioni e Gestione della sicurezza. L’analisi sul personale evidenzia che il rapporto tra il numero dei dipendenti IT e l’intera compagine è pari in media al 4,2%. La maggior parte del personale IT opera nell’area Applicazioni, dove rappresenta in media, in termini di Full Time Equivalent - FTE, quasi il 60% di tutto il personale informatico; il 22% del personale IT è ripartito tra Data Center (10,2%), Sicurezza IT (4,8%), Sistemi periferici (4,2%) e Sistemi trasmissivi (1,8%). Il restante 19,1% viene distribuito nelle Funzioni trasversali. Con riferimento a queste ultime, l’analisi della loro collocazione organizzativa mostra una propensione a mantenere all’interno del settore informatico le funzioni che rivestono un’importanza strategica per l’IT quali: Definizione delle architetture IT (79% dei gruppi), Disaster Recovery e Test Factory (entrambe 74%), IT Performance e SLA management (68%).

Tra le funzioni collocate prevalentemente fuori dall’IT si conferma l’IT Procurement. Poco meno della metà del personale IT (48%) si concentra nella fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, il 33,6% ha un’età compresa tra 50 e 60 anni e il 4,5% supera i 60, mentre solo il 13,8% ha meno di 35 anni. La percentuale di Dirigenti è pari al 2%; i restanti dipendenti si dividono fra i ruoli contrattuali delle Aree professionali (46%) e dei Quadri-direttivi (52%). In tutti i ruoli contrattuali la presenza delle donne rimane ancora minoritaria rispetto a quella degli uomini e diminuisce al salire nella gerarchia, passando dal 35,1% delle Aree professionali al 10% tra i Dirigenti. La presenza femminile diminuisce gradualmente anche al crescere dell’età, passando dal 30,7% delle under 35 all’11,8% delle over 60. In merito alla formazione tecnica del personale IT, risulta che la pianificazione delle iniziative formative avviene con cadenza annuale (anche con momenti di revisione/integrazione) per il 63% del campione e per il 37% in maniera più flessibile, nel continuo. I dipendenti IT che partecipano a iniziative formative di tipo tecnico sono, in media, il 54,3% per 2,7 giornate all’anno; il costo medio di formazione IT è pari a 219 euro per giorno. Le iniziative formative con certificazione sono mediamente il 3,5%. L’82% dei corsi è erogato in presenza a fronte di un 18% di tipo e-learning e online.

Nel reperimento degli skill IT, i gruppi sono prevalentemente orientati a formare il personale IT interno su ambiti quali Metodologie Agile, Architetture IT, Tecniche per lo sfruttamento dei dati e Cyber defence; l’assunzione di personale avviene soprattutto negli ambiti Architetture IT e Cyber defence. Quanto alle nuove modalità di lavoro, lo smart working con dispositivi aziendali è diffuso tra tutti i gruppi. Emerge inoltre un progressivo aumento dei PC portatili e virtualizzati a discapito delle postazioni fisse, che diminuiscono di circa dieci punti percentuali.

Banche individuali.    Il campione esaminato nell’analisi individuale è costituito da 38 banche - di cui sei “singole”, ossia non appartenenti a gruppi o appartenenti a gruppi non partecipanti alla Rilevazione - che rappresentano il 63% dell’intero settore bancario in termini di fondi intermediati. Il retail banking rappresenta l’attività prevalente, con una percentuale media del 48%; seguono il corporate and investment banking (33%) e il private banking (15%). Il 74% delle banche affida all’esterno la gestione delle infrastrutture e delle applicazioni (Outsourcing); solo il 13% delle banche gestisce al proprio interno le risorse IT, adottando un modello Insourcing, e il restante 13% si basa su un modello “misto”, affida cioè all’esterno le infrastrutture del Data Center e mantiene internamente la gestione delle applicazioni (Facility Management).

La ripartizione del TCO per aree tematiche, su un campione di 34 banche, mostra che le Applicazioni assorbono oltre la metà del TCO (52,3%) e il Data Center ne raccoglie poco più di un quinto (20,9%); seguono Sistemi periferici (11,8%) e Sistemi trasmissivi (7,5%). I costi per la Sicurezza IT si attestano al 3,4%. L’analisi sulla ripartizione dei costi IT per fattori produttivi indica che il 73,6% del TCO è destinato a Servizi da terzi, forniti per il 32,4% dal gruppo bancario di appartenenza, per il 38,1% da una società esterna e per il 3,1% da personale esterno e servizi di consulenza.