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"Sul tema della detenzione legale di armi l'Italia non ha ancora un quadro normativo coerente. I dati sulle licenze, inoltre, vengono comunicati soltanto a riviste settoriali. Manca trasparenza sia sul numero di armi detenute che sulle licenze". Questo il monito lanciato da Giulia Groppi, Lobbying and

Policy Senior Officer di Amnesty International Italia, intervistata dall'agenzia Dire.

In Italia non esiste obbligo di comunicare a conviventi detenzione armi.   Nel nostro Paese continua a crescere il numero dei femminicidi e degli omicidi che si consumano all'interno delle mura domestiche. Secondo i dati dell'Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia, infatti, rimangono costanti gli omicidi in famiglia e le vittime sono in maggioranza donne con una percentuale di oltre l'80%. "In un Paese dove i femminicidi continuano a salire- spiega Groppi- e' inammissibile che non ci sia l'obbligo di comunicare l'acquisto di un'arma ai conviventi maggiorenni. L'obbligo era stato introdotto dal legislatore nel 2010. Tuttavia non ha mai trovato effettiva attuazione. A oggi basta, infatti, presentare un'autocertificazione".

Una legge organica che disciplini detenzione"Come Amnesty International Italia chiediamo una legge organica che renda coerente il quadro normativo per quanto attiene la detenzione legale delle armi. Non e' illegale avere un'arma dichiarata, ma e' necessario che ci siano controlli piu' rigorosi da parte delle autorita' pubbliche", conclude Groppi.