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Da non molto, alla Cerimonia d’Onore Conclusiva della Lotta alla Povertà, il presidente Xi Jinping ha annunciato formalmente che la Cina ha ottenuto una completa vittoria nella sua lotta alla povertà. In base agli standard vigenti, 98,99 milioni di persone appartenenti alla popolazione rurale sono

state completamente sollevate dalla povertà, così come 28 gruppi etnici con popolazione esigua. In tal modo la Cina ha concluso l'ardua missione di eradicazione della povertà estrema.

Nel 1978 il PIL cinese pro-capite era pari a 381 renminbi (circa 60 dollari). Nel 2020 ha invece superato i 10 mila dollari. Prendendo a riferimento gli standard vigenti per la misura della povertà, in Cina 770 milioni di persone sono state sollevate dalla povertà. Hanno detto addio alle case di paglia e fango e si sono trasferite in costruzioni di tegole e mattoni. Hanno detto addio alle lampade ad olio e aperto le porte ad internet. Hanno detto addio ai ponti di corda e iniziato a guidare le automobili.

In base ai dati della Banca Mondiale, la popolazione cinese affrancata dalla povertà costituisce il 70% del totale mondiale per il periodo di riferimento. Ciò significa che la Cina ha raggiunto con 10 anni di anticipo l’obiettivo della riduzione della povertà dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Tutto questo è un miracolo realizzato dal popolo cinese ed è un miracolo nello sviluppo dell’intera umanità. La ragione fondamentale per cui è stato possibile ottenerlo è che la Cina, sotto la guida del Partito Comunista Cinese, ha percorso una via di eradicazione della povertà efficace e adatta alla propria situazione nazionale.

Impegno ininterrotto con la ferma determinazione.    Il presidente Xi Jinping ha più volte ribadito che sulla via del lotta alla povertà nessuno deve essere lasciato indietro: non una singola famiglia povera, né una singola persona. Così su tutto il territorio cinese sono stai creati milioni di unità per la lotta alla povertà che operano con encomiabile impegno e dedizione completa al lavoro. Tutto il personale opera con lo spirito di “goccioline d’acqua che scavano la pietra”, pensando come le persone povere che assistono, vivendo con loro, operando insieme a loro. E anche durante la pandemia, l’opera di lotta alla povertà non si è mai arrestata. Oggi molti giovani lasciano il comfort della loro vita cittadina e, senza esitazioni, si recano nelle zone più remote del paese e utilizzano le loro conoscenze e competenze per far prosperare l’economia locale.

Accuratezza nell’applicazione delle politiche.    Al centro del lavoro di alleviamento della povertà della Cina c’è l’utilizzo di metodi tarati sulle situazioni locali e l’accuratezza delle politiche. L’accuratezza si esplica in sei aspetti: individuazione del target da sostenere, organizzazione dei progetti, utilizzo dei fondi, arrivo fino alle singole case, invio del personale nei villaggi in difficoltà, monitoraggio dei risultati ottenuti nell’eradicazione della povertà. Si applicano sistematicamente cinque grandi politiche in ambito di promozione della produzione, allocazione in altri luoghi, sussidi per l’ecologia, sviluppo dell’istruzione ed garanzia previdenziale. Tutto ciò non solo “dà pesce agli uomini”, ma ancor più “insegna loro a pescare” e fa sì che le regioni più povere abbiano la capacità di “autosostenersi”.

Il governo cinese ha appena creato l’Ufficio per la Rinascita delle Zone Rurali e dei Villaggi che continuerà a focalizzarsi sulle aree appena sollevate dalla povertà a fornire loro nuove politiche per aiutarle a realizzare una completa rinascita sostenuta nel tempo.

Condivisione delle opportunità.    I risultati che la Cina ha raggiunto oggi sono frutto del suo impegno, ma sono anche connessi alla cooperazione internazionale. L’apertura porta progresso, la chiusura porta inevitabilmente arretratezza. La Cina si sta impegnando per costruire un nuovo assetto di sviluppo guidato da nuovi concetti e che punta verso uno sviluppo di alta qualità e che renda migliore la vita del popolo cinese. Al contempo, la Cina continua a promuovere fermamente le Riforme e l’Apertura e a liberare il grande potenziale del mercato cinese affinché tutto il mondo possa godere delle opportunità e dei profitti che esso offre.

L’Italia si sta impegnando nella ripresa per il post-pandemia. Sostiene il multilateralismo e sta attuando, insieme alla Cina, una serie di progetti di cooperazione per la transizione ecologica. L’Italia, in quanto presidente di turno del G20, ha scelto come tema dello stesso “Persone, Pianeta e Prosperità” e questo dimostra quanta importanza attribuisca allo sviluppo sostenibile. La Cina è pronta a una più stretta cooperazione e coordinamento con l’Italia nella lotta globale alla pandemia e nella promozione della ripresa economica. Al contempo, anche a spingere tutte le parti ad attuare attivamente la Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e per accelerare il processo di eradicazione della povertà e per costruire insieme un futuro migliore per l’umanità.

 

Li Junhua

Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese

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