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La politica fiscale e la lotta contro le frodi sono diventati temi sempre più discussi negli ultimi dieci anni a causa di casi come LuxLeaks, Panama Papers, Football Leaks, Bahamas Leaks e Paradise Papers, che hanno messo in luce scandali e paradisi fiscali. Hanno creato un sentimento di

insoddisfazione verso pratiche fiscali dannose, in particolare dopo la recessione e le conseguenti riduzioni dei bilanci. Il mancato pagamento delle tasse limita i bilanci nazionali ed europei. La politica fiscale è sempre stata legata alla sovranità degli stati membri, ma la lotta contro l’evasione viene affrontata congiuntamente dagli stati e dall’Unione.

Tassazione: priorità del Parlamento europeo.   Da settembre dell’anno scorso il Parlamento ha creato una sottocommissione per le questioni fiscali allo scopo di assistere la commissione per i problemi economici e monetari in tema di tasse e di impedire frodi, evasioni ed elusioni, oltre che assicurare una politica fiscale trasparente. Durante il mandato 2014-2019, il Parlamento ha istituito commissioni speciali temporanee, tra cui: una commissione speciale sui reati finanziari, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale e unacommissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale. Queste commissioni hanno identificato una serie di lacune nelle disposizioni fiscali.

Le misure fiscali nell’UE.    Alcune delle proposte di legge degli ultimi anni sul tema riguardano lo scambio di informazioni grazie alla Direttiva relativa alla cooperazione amministrativa, più volte modificata, al fine di fornire: uno scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale, quando il contribuente è attivo in un paese diverso da quello di residenza; uno scambio di dichiarazioni fiscali tra stati membri per informare altri stati e la Commissione europea, per esempio di regimi di pianificazione fiscale offerti ad alcune aziende; una rendicontazione paese per paese, fornita da grandi multinazionali e condivisa tra gli stati membri per impedire alle multinazionali attive in diversi stati di mettere in atto regimi fiscali aggressivi dei quali le aziende nazionali non possono godere; informazioni sul riciclaggio di denaro.

Altre proposte riguardano la tassazione aziendale e l’elusione fiscale, quali:   una base imponibile consolidata comune per le società, che mira ad evitare la doppia tassazione o una pianificazione troppo aggressiva causata da differenti sistemi fiscali per le aziende che operano nel mercato interno; una tassazione per aziende fortemente attive nel digitale, per permettere agli stati membri di tassare i profitti ottenuti sul territorio, anche se l’azienda non è fisicamente in loco; un sistema comune per una tassa sui servizi digitali, ossia una tassa sui profitti provenienti per esempio dalla trasmissione di dati ottenuti dagli utenti sulle interfacce digitali.

Ci sono state inoltre proposte di aggiornamento del quadro IVA.  La sottocommissione per le questioni fiscali sta lavorando a una relazione su un progetto di legge per tassare i profitti delle aziende derivati dal digitale nei paesi in cui operano, anche se non hanno una sede fisica. La relazione rifletterà la visione del Parlamento in vista dei negoziati a livello globale all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), che dovrebbe concludersi a metà del 2021. La Commissione europea dovrebbe inoltre proporre una tassa digitale per riformare il sistema interno delle risorse proprie e permettere la ripresa economica dopo la pandemia da COVID-19, almeno entro giugno 2021.